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Economia

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Le emozioni della Franciacorta sono misurate da Thimus


Economia
7 set 2018, 06:20
I protagonisti. Thimus, Consorzio, Mini e Aktivhaus

I protagonisti. Thimus, Consorzio, Mini e Aktivhaus

Romanticamente, ci piace pensare che le emozioni non possano essere misurate. Eppure, le neuroscienze dimostrano esattamente il contrario, e il progetto nato dalla sinergia tra il modulo abitativo Biosphera 2.0, la start up bresciana Thimus e due eccellenze quali il Consorzio Franciacorta e Mini ne è la prova provata.

Si, perché oggi «misurare» le reazioni che un essere umano ha innanzi ad una esperienza che vive non è soltanto possibile, ma anche scientificamente quantificabile. Con inedite potenzialità anche per la valorizzazione e la promozione di un innumerevole quantità di prodotti.

Il progetto (presentato ieri nella sede del Relais Franciacorta di Corte Franca) è tanto complesso quanto intuitivamente immediato. Partendo dal presupposto che «non esistono emozioni che non possono essere descritte», come amano dire i soci fondatori di Thimus, lo psicologo clinico Andrea Bariselli e l’imprenditore Mario Ubiali, l’idea è quella di testare su diversi soggetti il «gradimento emozionale» che differenti prodotti o situazioni hanno.

Da un lato, l’esperienza di vita all’interno di Biosphera 2.0, il modulo abitativo all’avanguardia progettato dalla bresciana Aktivhaus (l’azienda di Poncarale è recentemente entrata a far parte del gruppo svizzero Nexlogic) in collaborazione con il Politecnico e l’Università di Torino e l’Università della Valle d’Aosta: un «piccolo contenitore di vita», come lo definisce l’ad di Aktivhaus Mirko Taglietti, che con i suoi 40 mq energeticamente autosufficienti ed itineranti ha conquistato l’Energy Globe Award 2018, uno dei premi sulla sostenibilità più ambiti al mondo. Dall’altro, l’esperienza che viene vissuta nel degustare ottimi Franciacorta in differenti situazioni («si dice sempre che il vino degustato in cantina è più buono», sintetizza il vice presidente del Consorzio Silvano Brescianini) e nel guidare una Mini Cooper S E ALL4, la prima vettura ibrida del brand britannico che, chiarisce il direttore Stefano Ronzoni, «già da tempo sta puntando in modo spinto sul tema della sostenibilità».

I tester (35 per ognuno degli esperimenti, con durate dei monitoraggi che variano dai 6 ai 12 mesi) indosseranno dispositivi ad alta tecnologia per cogliere i parametri dell’esperienza: un elettroencefalogramma graduato medico (EEG), occhiali eye-tracking di ultima generazione e un GSR per la misurazione della galvanic skin response. Tutti strumenti di derivazione clinica che, spiegano i vertici di Thimus, permettono una «misurazione precisa degli stati emotivi e cognitivi associati alle sfumature di un lifestyle orientato alla sostenibilità».

I dati raccolti, nella fase di rielaborazione, daranno poi il polso di quanto neuroscienze e biometria possono fare «di meglio» rispetto ai test tradizionali: ossia, misurare il grado di comfort e di coinvolgimento, così come il carico cognitivo e persino il reale stato emotivo durante i test. Elementi che, anche se non esplicitamente riconosciuti, influenzano ogni giorno le scelte di ognuno di noi.

 

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