Economia

Lavoro: benvenuti nell'epoca della flessibilità, anche a Brescia

Per ogni 100 occupati nella nostra provincia ci sono 38,7 pratiche di avviamento al lavoro nel corso di un anno solare
Lavoratrici in una ditta del Bresciano - © www.giornaledibrescia.it
Lavoratrici in una ditta del Bresciano - © www.giornaledibrescia.it
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Immaginiamo un mondo dove per 100 persone occupate, abbiamo, in un anno, 38,7 persone che entrano e escono dal mercato del lavoro. Benvenuti nell'epoca della flessibilità, perché questa è la nostra realtà. Per dare una misura, per quanto approssimata, di questa condizione vi propongo un semplice esercizio statistico.

Prendiamo gli occupati considerando l'ultimo dato disponibile a livello comunale, di fonte Istat, che risale al 2019. La situazione nel 2021 può essere di poco diversa nei singoli Comuni ma, nel complesso, sappiamo che a livello provinciale gli occupati sono 11mila in meno. Consideriamo poi, nel 2021, quante pratiche di avviamento al lavoro sono state registrate in ogni comune e rapportiamole, comune per comune, al relativo numero di occupati.

Da questo semplice rapporto otteniamo un dato indicativo, certo, ma comunque esplicativo: nel comune di Pinco Pallo per ogni 100 occupati, nell'arco dell'anno si registrano 10 pratiche di avviamento al lavoro. Se a nel centro limitrofo le pratiche di avviamento sono 30, c'è più mobilità/flessibilità/ precarietà se sono 5 siamo in presenza di una maggiore stabilità della occupazione. O meglio ci sono meno lavoratori che vanno e vengono e più lavoratori occupati stabilmente.

In provincia

A livello provinciale, sommando il dato dei 205 comuni, gli occupati nel 2019 erano 555.604 e nel 2021, sono state registrate 214.936 pratiche di avviamento. Non occorre essere matematici per arrivare a definire come, nella media provinciale, per ogni 100 occupati (dipendenti e indipendenti) nell'anno ci sono 38,7 pratiche di avviamento al lavoro. Un dato sbalorditivo che, tuttavia, conosce nel panorama provinciale varie declinazioni magari prevedibili nella considerazione delle specificità locali ma non certo nelle dimensioni. 

Non stupisce, infatti, trovare Limone del Garda, Ponte di Legno e Sirmione ai vertici delle graduatoria che misura l'incidenza delle flessibilità sulla base occupazionale stabile ma i numeri sono impressionanti. A Limone per 580 occupati si registrano, nell'anno, 1870 avviamenti al lavoro che, per farla semplice, significa che per ogni 100 occupati abbiamo 322 avviamenti al lavoro nell'anno. Ponte di Legno si ferma a 207 e sono certamente delle iperboli che si possono spiegare, almeno in parte, con le specificità dell'economia del turismo.

Cosa che vale anche per Sirmione dove per ogni 100 occupati abbiamo 89,6 pratiche di avviamento al lavoro nell'anno o altri comuni rivieraschi e a vocazione turistica come Gardone Riviera (78,8), Gargano (75,7), Moniga del Garda (75,4), San Felice del Benaco (65,5), Manerba (65,3), Tignale (63,2), Lonato (56,7), Temù (56,3) Idro (55,1) e Salò (54,6).
 
Poi, abbiamo un serie di centri che registrano una quota di avviamenti al lavoro sul totale degli occupati elevatissima, con diverse connotazioni economiche come nel caso di Erbusco (78,8 avviamenti al lavoro per ogni 100 occupati), Capriolo (76,9) ma anche, per altri versi di Roncadelle (61,2) o, ancora di San Zeno Naviglio (77,2). Certo qualcosa si può intuire ma l'incidenza del lavoro volatile sullo stock degli occupati è notevolissima. 

Per tutti il caso di Brescia: 84.795 occupati e 44.775 pratiche di avviamento al lavoro registrate. Per ogni 100 occupati abbiamo 52,8 pratiche di avviamento al lavoro nell'anno.

In fondo

Chiaramente al fondo di questa graduatoria, ovvero con minore incidenza del lavoro volatile su quello stabile ci sono, in gran parte, piccoli comuni di montagna e qualche piccolo centro della Bassa. Ma qui, ovviamente è tutta un'altra musica. Nel mezzo con un'incidenza rilevante della mobilità/flessibilità/precarietà del mercato del lavoro si trovano comuni con vocazione agricola, commerciale e industriale, con qualche punto percentuale in meno per questi ultimi. Ma senza troppe distinzioni.

Possiamo, ad esempio, isolare i centri della Valle Trompia e vedere come a Nave il rapporto tra avviamenti al lavoro e occupati scende a 20,1, Concesio (23,7) ma Lumezzane e Villa Carcina sono a 29,1, Gardone Val Trompia (30,4) e Sarezzo arriva a 43,2 pratiche di avviamento al lavoro nell'anno per ogni 100 occupati. 

Ogni campanile c'è ovviamente una storia diversa ma, tutte queste storie ci rimandano al dato iniziale: per ogni 100 occupati in provincia di Brescia ci sono 38,7 pratiche di avviamento al lavoro nel corso di un anno solare. Lavoro, certamente, ma lavoro volatile.

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