Economia

L’agricoltura bresciana regge nonostante clima ed emergenze sanitarie

Angela Dessì
Produzione lorda vendibile a quota 1,77 miliardi, in calo dell'1,7% rispetto all’annata precedente, che aveva registrato il valore record dal 2019
Cerealicoli in calo, Brescia provincia leader nel latte - Foto Unsplash © www.giornaledibrescia.it
Cerealicoli in calo, Brescia provincia leader nel latte - Foto Unsplash © www.giornaledibrescia.it
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Piogge ed emergenze sanitarie portano un po’ di instabilità all’annata agraria bresciana, che si chiude comunque in sostanziale tenuta rispetto ai valori record dell’anno scorso e conferma il ruolo di leadership della nostra provincia nello scenario nazionale. Dati alla mano, forniti da Coldiretti in occasione del tradizionale appuntamento annuale, l’annata 2023/24 si chiude con la produzione lorda vendibile (plv) a quota 1 miliardo e 775 milioni di euro, in calo dell’1,7% sul miliardo e 807 milioni su quella precedente, valore record dal 2019.

I motivi del calo

«Il calo registrato è per lo più riconducibile da un lato al settore della produzione vegetale, molto penalizzato dalle continue piogge e dai campi allagati, e dall’altro dalle emergenze sanitarie, che se pure nella nostra provincia non hanno avuto esiti drammatici di altri territori incombono come una spada di Damocle», esordisce la presidente Laura Facchetti, affiancata dal direttore Massimo Albano e dal vicedirettore Mauro Belloli.

Fotografia

Il quadro, come sempre, è a macchia di leopardo. Se infatti il settore del latte viaggia bene, e Brescia si conferma leader tra le province produttrici di latte vaccino (la produzione pesa per oltre il 12% sul latte italiano ed in valore assoluto ha superato i 17 milioni di quintali), ed anche il Grana Padano archivia un’annata importante, con consumi interni in tenuta ed oltre il 50% delle forme vendute oltre confine, non si può dire appunto lo stesso delle coltivazioni.

L’andamento climatico anomalo ha infatti influito notevolmente sui cicli colturali dei cerali, con cali di produzione che vanno dal -25% per i cereali autunno-vernini a punte di -35-40% per il mais. Anche la soia non se l’è vista bene (i cali arrivano al 50%), così come le coltivazioni minori e la IV gamma.

Zootecnia

L’annata è stata difficile anche per i suini ed i suinetti, complici la peste suina africana ed il calo endemico delle scrofaie. Annata dura anche per i bovini a carne rossa, mentre sono andati bene i vitelli a carne bianca. Molto penalizzato il settore avicolo, dove l’aumento delle quantità non ha corrisposto ad un aumento della produzione lorda vendibile per effetto di una remunerazione del prodotto inferiore rispetto al 2023.

Aviaria

Inoltre, i casi di influenza aviaria dei primi giorni di ottobre stanno generando preoccupazione, a maggior ragione alla luce delle misure di restrizione alle movimentazioni e agli accasamenti dei tacchini stabiliti con un dispositivo ministeriale che coinvolge una zona molto estesa del territorio bresciano.

Annata complicata anche per le api e il miele, così come per il florivivaismo, mentre l’olio ha vissuto un periodo buono dopo l’ecatombe dell’annata precedente ed il vino conferma la sua attrattività, con un valore di 130 milioni al campo che tocca quota 413 milioni al consumatore (il mercato interno rappresenta circa l'80/85% del venduto, l’export circa 15/20%).

Sfide del futuro

Laura Facchetti, presidente di Coldiretti Brescia - © www.giornaledibrescia.it
Laura Facchetti, presidente di Coldiretti Brescia - © www.giornaledibrescia.it

Infine l’occupazione, che anche quest’anno è in tenuta, con oltre mille lavoratori autonomi in meno ampiamente compensati dai nuovi lavoratori dipendenti. Molte le sfide da affrontare, «dalla burocrazia alla fauna selvatica sino alle guerre ed alle incertezze dovute a una Europa che in tema green deal non sa ancora dove andare», chiarisce la Facchetti che si dice preoccupata anche per le future politiche trumpiane e annuncia azioni di lobby sui tavoli nazionali ed europei. «Continueremo a farci sentire – aggiunge – anche sulla Pac e sulla lotta alla carne sintetica, consapevoli del peso che il nostro territorio può avere in queste partite». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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