Economia

Intesa Sanpaolo: col nuovo piano utile netto a 11,5 miliardi nel 2029

È uno degli obiettivi del «Piano d’Impresa» dell’istituto bancario presentato questa mattina: agli azionisti payout complessivo del 95%
Intesa Sanpaolo - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Un utile netto oltre 11,5 miliardi nel 2029, con proventi operativi netti in crescita del 3% medio annuo a 30,7 miliardi e costi operativi in calo dello 0,5% medio annuo a 11,3 miliardi. Sono alcuni degli obiettivi del nuovo Piano d'Impresa di Intesa Sanpaolo. L'istituto punta a ottenere un ritorno sul capitale del 22% e del 27% sul capitale tangibile, mantenendo un coefficiente Cet 1 sopra il 12,5% in ciascun anno del quadriennio 2026-2029.

Nell'intero periodo 2025-2029 ai soci andranno circa 50 miliardi. Nel 2026-2029 il payout complessivo sarà pari al 95%, di cui il 75% in dividendi cash (quota aumentata dal 70% del piano precedente) e il 20% in buyback. Nel quadriennio di Piano la banca stima una creazione di valore complessivamente pari a circa 500 miliardi per tutti gli stakeholder.

Azionisti

Sul fronte della remunerazione degli azionisti, Intesa sottolinea che «ulteriori distribuzioni» in aggiunta al payout complessivo del 95%, «saranno valutate anno per anno a partire dal 2027». Con il nuovo piano, Intesa Sanpaolo vuole confermarsi come «un gruppo solido, a “zero Npl” e digitale, con un modello di business focalizzato sui ricavi da commissioni, efficiente e resiliente in grado di realizzare una forte creazione e distribuzione di valore senza rischio di esecuzione, e leader per impatto sociale».

I 500 miliardi di creazione di valore per gli stakeholder derivano nel dettaglio dai 50 miliardi per gli azionisti (nel periodo 2025-2029), dal «nuovo credito a medio-lungo termine erogato all’economia reale per circa 374 miliardi, di cui circa 260 miliardi in Italia», da spese del personale per circa 28 miliardi, da «acquisti e investimenti per circa 17 miliardi», da «imposte (dirette e indirette) per circa 26 miliardi», da nuovo credito sostenibile pari «al 30% del totale del nuovo credito a medio-lungo termine erogato» e da un contributo di circa un miliardi «per i bisogni sociali».

Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo - © www.giornaledibrescia.it
Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo - © www.giornaledibrescia.it

Tornando agli obiettivi di conto economico, le commissioni nette sono viste in crescita del 3,8% medio annuo a 11,6 miliardi nel 2029, con risultato dell’attività assicurativa a 2 miliardi (+3% medio annuo). Complessivamente l'incidenza delle commissioni nette e del risultato dell’attività assicurativa sui proventi operativi netti salirà al 44% nel 2029 dal 43% del 2025. Il margine di interesse aumenterà del 2,4% annuo a 16,3 miliardi «con crediti alla clientela in crescita a 471 miliardi nel 2029 da 425 miliardi del 2025 (+2,6% medio annuo). Nel 2029 i crediti deteriorati saranno pari a 10,2 miliardi lordi (5,1 netti), con un'incidenza netta sul totale inferiore all'1% in ciascun anno del piano d'impresa. Il costo del rischio sarà pari a 25-30 centesimi di punto.

Clientela

Nel 2029, rispetto al 2025, Intesa prevede un «aumento del numero di clienti di circa 2,5 milioni (a circa 24 milioni da circa 21,4 milioni), derivante principalmente da Isybank e dalla divisione International Banks», un «aumento degli impieghi alla clientela di 46 miliardi di euro (a 471 miliardi da 425 miliardi, +2,6% medio annuo), di cui 18 miliardi della divisione International Banks, e del nuovo credito a medio-lungo termine di 76 miliardi nel quadriennio 2026-2029 rispetto al 2022-2025 (a 374 miliardi da 298 miliardi, +26%), di cui 62 miliardi in Italia (a 260 miliardi da 198 miliardi, +31%)». Circa 3.700 persone in più saranno dedicate a «rafforzare le attività di Wealth Management & Protection, con una rete di consulenza ai clienti ineguagliabile in crescita a circa 22.250 persone da circa 18.550».

Le attività finanziarie della clientela saliranno di circa 200 miliardi di euro (a circa 1.700 miliardi da circa 1.500 miliardi, +3,2% medio annuo), il risparmio gestito di 101 miliardi di euro (a 663 miliardi da 562 miliardi, +4,2%) e i premi di assicurazione del ramo danni a 2,3 miliardi di euro da 1,6 miliardi, +9% medio annuo.

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