Economia

Interconnessa e «presidenziale», la Commissione europea sta cambiando

La presidente Ursula von der Leyen vuole imprimere una svolta durante i primi 100 giorni del suo secondo mandato
Urusla von der Leyen alla prima riunione coi commissari designati - © www.giornaledibrescia.it
Urusla von der Leyen alla prima riunione coi commissari designati - © www.giornaledibrescia.it
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Cento giorni per ripensare lo sviluppo economico dell’Europa. Un obiettivo più ambizioso di questo non potrebbe esserci ma, se ti chiami Ursula von der Leyen e sei alla guida per la seconda volta della Commissione, non può essere altrimenti.

Nel suo discorso programmatico del 18 luglio la leader tedesca ha messo nero su bianco quali sono i suoi obiettivi per il nuovo mandato, che se da un lato vogliono portare avanti quanto già previsto dal Green Deal, dall’altro paiono essere improntati a una più cauto e realistico pragmatismo: leggasi in questo senso soprattutto il richiamo esplicito alla neutralità tecnologica. Un approccio possibilista e molto aperto quindi, dai più critici interpretato però come contraddittorio, financo cerchiobottista.

«Mai visto»

Ma dietro alle valutazioni di valore e ai progetti, in particolar modo all’annunciato Clean Industrial Act sul quale si tornerà, c’è un complesso sistema istituzionale e burocratico che è destinato ad essere se non sconvolto di certo fortemente modificato.

La «bolla bruxellese» guarda con curiosità, e con un non celato timore, agli effetti di questa reimpostazione della Commissione voluta da von der Leyen, «che ha le idee ben chiare su cosa fare - spiega un funzionario che nella capitale belga lavora a stretto contato con l’esecutivo Ue -. Basti pensare che le lettere di incarico consegnate ai commissari designati non sono semplici documenti pro forma, ma vere e proprie dichiarazioni sul modus operandi. In quelle pagine, fino a nove per i commissari più importanti, sono spiegati in modo chiaro gli obiettivi da raggiungere e le proposte da mettere sul tavolo entro i primi 100 giorni di mandato».

C’è però di più. La presidente sta lavorando «per rendere l’istituzione più interconnessa - aggiunge il funzionario -. Mi spiego: c’è una fortissima interrelazione tra i vari commissari e le direzioni generali, con l’indicazione specifica di lavorare insieme su certe materie o su specifici programmi. Inoltre la presidente ha specificato chi deve essere "capofila" di questa o quella iniziativa, avocando a sè la parola finale su determinati e fondamentali temi». Si tratta di un metodo completamente nuovo per la Commissione «ed ora vediamo che risultati darà - conclude -. Di certo von der Leyen si è garantita il coltello dalla parte del manico».

Strategia

E come si diceva un primo, strategico banco di prova si avrà con il Clean Industrial Act. Così come tratteggiato dalla presidente «l’obiettivo è la riduzione delle emissioni del 90% entro il 2040 e che proporremo di inserire nella nostra Legge europea sul clima» le parole utilizzate. Per fare ciò le sfide da affrontare sono tante, dall’indipendenza energetica alla mobilità fino alla «sovranità» tecnologica, e il principale strumento pensato per rendere possibile piano è il Competitiveness Fund. Con esso si s’intende lo strumento finanziario che verrà plasmato per fornire risorse finanziarie a settori strategici.

Ancora non se ne conoscono i contorni certi ma di certo il fine ultimo è rilanciare i finanziamenti, «anche completando l’Unione dei mercati dei capitali, che potrebbe attrarre 470 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi all’anno» ha detto von der Leyen, che in Europa hanno subito una frenata, specialmente nell’ultimo anno.

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