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Più crescita, più redditività: il divario si allarga

Claudio Teodori, Annamaria Birtalan
All’interno dell'analisi sulle prime 1.000 imprese bresciane, il focus sulle 500 realtà leader per sviluppo del fatturato, misurato attraverso il Cagr
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All’interno delle 1.000 imprese sono state selezionate le 500 con il maggiore tasso di sviluppo del fatturato, misurato attraverso il Cagr. I numeri sono molto importanti: nei cinque anni il valore medio è del 19,5%, contro l’11% totale. Il 38,8% di queste imprese ha registrato una variazione annua superiore al 20% (il valore massimo è del 91%), il 61,2% compresa tra il 10% e il 20%. Inoltre, nell’ultimo anno, ben il 64% ha incrementato il fatturato rispetto al 2023.

Anche il mix settoriale è diverso rispetto alla popolazione di partenza: si riduce il peso della manifattura a vantaggio delle costruzioni. Le differenti modalità di crescita si sono riflesse sugli indicatori di redditività, generalmente ben superiori rispetto alle altre cinquecento (quelle cresciute meno): ad esempio, il Roi nel 2024 è del 12,4%, contro l’8,3% dell’altro gruppo, differenza dovuta prevalentemente alla migliore efficienza finanziaria, anche se la marginalità sulle vendite è superiore di due punti percentuali.

Differenze meno ampie, seppur importanti, riguardano l’Ebitda margin, il cui valore oscilla tra il 14,1% e il 12,8%. C’è, inoltre, un elemento di grande importanza da evidenziare: le imprese con maggiore crescita migliorano molto più rapidamente i propri indicatori. Ad esempio, se si guarda il Roi, nel 2020 era superiore nelle imprese che poi sono cresciute meno (7,5% contro 6,9%) ma, nel 2024, queste ultime hanno quattro punti percentuali in meno. Il differenziale è migliorato nel tempo, di pari passo con il percorso evolutivo.

L’unico indicatore meno favorevole è il rapporto di indebitamento che, nelle prime 500, è comprensibilmente più alto, anche se il differenziale con l’altro gruppo (seconde 500) è stabile nel tempo: il valore è comunque contenuto. Si tratta, tuttavia, di una situazione normale in quanto i tassi di sviluppo medi annui degli investimenti sono quasi tre volte più alti dell’altro gruppo. Inoltre, il maggiore indebitamento non si è riflesso sulla sostenibilità del debito, sostanzialmente simile.

In sintesi, la crescita ha permesso di migliorare più rapidamente la situazione economica, con benefici evidenti per i soci: nel 2024 il Roe, seppur in riduzione, ha raggiunto il 21,4% per le prime 500, contro l’11,2% dell’altro gruppo e il 15,3% delle mille.

Quanto emerso dall’analisi mette in evidenza che il percorso di crescita, oltre ad essere fondamentale per il rafforzamento della competitività, porta a risultati economici migliori e alla maggiore sostenibilità patrimoniale e finanziaria.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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I dati di bilancio delle imprese bresciane

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