Ordine dei consulenti del lavoro

Le Pmi rappresentano la quasi totalità delle imprese del territorio nazionale e costituiscono l’ossatura economica nel nostro Paese. La stragrande maggioranza di queste realtà sono microimprese, hanno cioè meno di dieci dipendenti. E le strutture aziendali bresciane sono coerenti con questo modello: la maggior parte delle realtà produttive sono piccole o microimprese, mentre i grandi player con molti dipendenti rappresentano una minoranza. Il tessuto economico bresciano è quindi fatto di migliaia di Pmi che operano nei settori manifatturiero, metalmeccanico, meccanico, dei servizi e dell’artigianato evoluto, spesso integrate in filiere complesse, nazionali e internazionali.
Operare oggi all’interno di una catena di fornitura (e del valore) significa affrontare sfide sempre più complesse: transizione digitale ed ecologica, carenza di manodopera qualificata, aggiornamento continuo delle competenze, sostenibilità dei costi e rispetto di un quadro normativo in costante evoluzione. In questo scenario il rischio è che le realtà dimensionalmente più ridotte vengano schiacciate da oneri burocratici e gestionali che ne limitano la capacità di investimento anche in risorse umane.
Le Pmi della nostra provincia rappresentano il principale bacino occupazionale e spesso il primo punto di accesso dei giovani al mondo del lavoro. Ed è proprio qui che si apprendono mestieri, si sviluppano competenze professionali e si costruiscono percorsi di crescita che difficilmente potrebbero trovare spazio altrove. Strumenti come l’apprendistato, se ben utilizzati, consentono di coniugare formazione e lavoro, favorendo un passaggio generazionale indispensabile per la tenuta delle filiere. È perciò facile comprendere come in un contesto come questo il ruolo del Consulente del lavoro sia profondamente strategico.
«Come professionisti, affianchiamo quotidianamente le imprese bresciane nella gestione dei rapporti di lavoro, nella corretta applicazione dei contratti collettivi, nella pianificazione dell’occupazione e valorizzazione del capitale umano – sottolinea il presidente dell’Ordine dei Cnsulenti del lavoro di Brescia Gianluigi Moretti –. Ma il nostro contributo non è solo tecnico, è anche sociale: aiutiamo le Pmi a crescere in modo sano, nel rispetto delle regole e della dignità del lavoro. Come Ordine provinciale riteniamo fondamentale promuovere una cultura d’impresa fondata su legalità, etica e responsabilità, perché solo filiere corrette e inclusive possono garantire sviluppo duraturo».
In Italia i Consulenti del lavoro sono circa 26.500, 53% uomini e 47% donne, assistono 1,8 milioni di aziende e gestiscono 8,5 milioni di rapporti di lavoro. L’80% delle aziende private italiane ha inoltre dichiarato di avvalersi dei Consulenti del lavoro. In Lombardia i soggetti che esercitano questa professione sono all’incirca 3.000 equamente divisi tra uomini e donne. Per quanto invece riguarda la provincia di Brescia gli iscritti all’Ordine sono 460 di cui 245 donne, il 53% del totale. I praticanti bresciani sono 38, in maggioranza donne (il 66%). I Consigli provinciali degli Ordini in Italia sono 106, di fatto uno per ogni provincia.
La rete dei Consulenti del lavoro rappresenta quindi un presidio professionale stabile accanto alle piccole e medie imprese, in grado di intercettarne tempestivamente i bisogni e di tradurli in soluzioni operative coerenti con le regole del lavoro. La vicinanza geografica e relazionale consente di accompagnare le azienda lungo tutta la filiera, sostenendo non solo le realtà strutturate ma anche quelle di dimensioni più ridotte, spesso più esposte alle complessità normative e organizzative. «Il nostro Consiglio, attraverso il coordinamento degli iscritti e il dialogo costante con le istituzioni locali, promuove un modello di consulenza che valorizza la prossimità come fattore di competitività – conclude il presidente dell’Ordine bresciano –. Essere presenti sul territorio significa conoscere le specificità dei settori produttivi, le dinamiche occupazionali locali e le esigenze delle filiere, offrendo risposte rapide e mirate in materia di gestione del lavoro, contrattazione, sicurezza e utilizzo degli strumenti di flessibilità».
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