Ha un nome evocativo, questo prodotto nato pochi anni fa nella terra del tondino: «24Kerats» – duplice richiamo alla purezza dell’oro e alla cheratina umana. Progettata per riparare i capelli danneggiati fino al 97% in soli 2 minuti, la linea professionale di ricostruzione capillare biomimetica ha rappresentato una rivoluzione copernicana nel mondo della cosmetica mondiale, capace di stravolgere il concetto stesso di cura del capello.
Il boom
È questo alla base del grande successo di Italian Group srl, azienda tutta bresciana guidata da Giannantonio Negretti. La società, una delle 50 della galassia Beauticon Valley, tra il 2020 e il 2024 è cresciuta ogni anno del 58% fino ad entrare di diritto tra le 1000 Pmi che fanno grande Brescia, l’analisi annuale dell’Università degli Studi cittadina e del Giornale di Brescia.
Il nuovo corso di Italian Group è cominciato nel 2022 con il lancio, in Italia e in Europa, del prodotto. Ed è stato subito un climax ascendente. «Abbiamo scritto una pagina di storia della tecnologia – ammette con orgoglio il presidente Giannantonio Negretti – e siamo costantemente cresciuti grazie a questa innovazione».
Una crescita guidata dallo slogan «back to virgin», il capello che torna alle origini. «Oggi il 90% delle donne porta capelli oltre le spalle e anche le giovanissime fanno uso di colorazioni in uno scenario multidimensionale – spiega Negretti –. Vediamo trattamenti molto belli ma altrettanto impattanti, che uniti agli stress termici e a quelli atmosferici e ambientali portano ad un deterioramento del capello. I classici trattamenti ricostruttivi o nutritivi non erano più sufficienti e da questo nasce “24Karats”, che permette in tempi record di rigenerarne la struttura».
La holding
Ma Italian Group è solo un pezzo – seppur centrale – di un vero e proprio network della cosmetica che oggi esporta in oltre 130 Paesi con 15 diversi marchi. Beauticon Valley porta in dote non solo il made in Italy più genuino ma anche il made in Brescia. Non è un caso che il simbolo della holding, conosciuta originariamente come «NG Group» (fondata a Brescia dalla famiglia Negretti nel 1959), sia una Leonessa stilizzata.
«Un tributo alla nostra terra» spiega Giannantonio Negretti, che continua: «Con il nostro gruppo cerchiamo di dettare a tutte le aziende consorziate gli stessi valori etici. Siamo un gruppo benefit che ha linee guida ispirati ai valori umanistica». Uno spirito quasi olivettiano che sei anni fa Negretti ha messo nero su bianco nel libro «La cosmetica umanistica», movimento culturale che invoca la bellezza autentica dissolvendo pregiudizi e paradigmi del settore.
«La cosmetica umanistica»
Il libro celebra un nuovo Rinascimento della bellezza che pone al centro l'uomo con i suoi reali bisogni nel rispetto dei suoi valori etici e sociali, conservando la sua integrità individuale. L'intento del testo è denunciare la distanza tra la promessa di felicità e il risultato che quasi sempre delude le aspettative e proporre nuovi atteggiamenti e concrete soluzioni. Una postura concettuale riversata poi nell’operato di Italian Group e delle aziende della Beauticon Valley.
Per Negretti in Italia qualcosa sta cambiando, nella conoscenza del reale valore della bellezza. «Eppure c’è molta confusione causata da app ingannevoli, costruite ad arte. Rispetto al passato esiste comunque maggiore desiderio di comprendere cosa si sta acquistando e perché».
Altri scenari, invece, si trovano oltreconfine. Oggi per Italian Group il mercato più in espansione è rappresentato dagli Stati Uniti (nonostante il momento difficile e il peso dei dazi) e soprattutto dalla Cina, dove «24Kerats» è stato conosciuto solo recentemente, permettendo di entrare in modo significativo nel mercato asiatico. «In Cina c’è una grande offerta ma il consumatore non era in grado di discernere l’alta qualità da quella bassa».
Le sfide
All’orizzonte, comunque, non mancano le sfide. «Dove tutti vedono le difficoltà geopolitiche io vedo opportunità per le Pmi di fare uno scatto in avanti e di ridisegnare alcuni paradigmi – conclude Giannantonio Negretti –. La vera difficoltà è quella di riuscire a creare una comunità che riesca a vedere lo stesso obiettivo. Dobbiamo unire generazioni diverse all’interno di un gruppo di lavoro che sia sinergico. È quello che proviamo a fare nella nostra holding, dove ci sono il talento dei giovani e le esperienze dei boomer».




