Lavoro, il capitale umano nei bilanci delle imprese

Nel 2024, il numero dei collaboratori si avvicina ai 170.000, il valore più alto nel triennio, con una crescita media annua del 3,6%: nel 2022 erano pari a circa 158mila unità. Si modifica, seppur in misura contenuta, la distribuzione media per classi dimensionali. In termini sintetici e con riferimento al 2024, nel 3,4% delle 1.000 imprese vi sono meno di 5 collaboratori, nel 6,3% più di 500. Le classi più popolate sono quelle centrali: nel 34,4% operano tra 10 e 50 collaboratori, nel 24,1% tra 50 e 100 e nel 20,9% tra 100 e 250. Nel periodo esaminato le modificazioni sono contenute, con la crescita maggiore dell’incidenza nelle classi più grandi: ad esempio, nel 2024 il 57,2% delle imprese ha più di 50 dipendenti, erano il 54,5% nel 2022.
Il costo complessivo del lavoro passa nel triennio da 8,6 a 9,9 miliardi di euro, con una variazione media annua del 7,2%, superiore a quella del numero di collaboratori, con l’effetto di aumentarne il costo unitario. La crescita è continua nel tempo: nel 2024 l’aumento è dell’8,6%; nel 2023 del 5,8%.
L’incidenza del costo del lavoro sul fatturato è crescente nel triennio, passando dall’8,4% all’11,7%: tale incremento deriva sia dall’aumento del costo sia dalla contrazione del fatturato.
Il capitale umano è una delle risorse interne all’impresa, insieme al capitale tecnico, che contribuisce alla produzione del valore aggiunto operativo. Per questa ragione è interessante vedere qual è la quota di spettanza del lavoro, nel 2024 pari al 51,7%: il valore è in crescita rispetto al 2022, dove era del 45,7%.
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