Il club deal Omh4 di 10 bresciani rileva Gruppo Kintek

Verrebbe da dire l’«unione fa la forza». Anche quando si parla di operazioni finanziarie. In questo caso è l’unione tra una decina di imprenditori e professionisti bresciani che ha consentito l’acquisizione dello storico gruppo torinese Kintek, specializzato nella produzione di componenti tecnomeccanici industriali di alta qualità.
Il veicolo finanziario è il «club deal» Omh4, società di investimento di recentissima costituzione con oggetto sociale l’«acquisizione di aziende o quote di società» con la logica del private equity. A promuovere l’operazione sono i partner dello studio Sebastiani Tax & Legal di Brescia, guidato da Alessandro Sebastiani, e la Holding Ocean Merchant.
L’acquisizione. L’operazione è stata chiusa ieri mattina a nel Torinese, Omh4 (acronimo di Ocean Merchant Holding 4) ha rilevato il 60% del Gruppo Kintek, il 40% resta in mano ai fondatori ed imprenditori Laura cedro e Piero Ozimo, che reinvestiranno a loro volta nella monoranza di capitale, mantenendo la piena gestione operativa ed industriale del gruppo.
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La storia. Fondata nel 1989 a Mappano (provincia di Torino) come piccolo produttore di portautensili di alta qualità per l’equipaggiamento macchine utensili (in particolare frese e torni, ma non solo), oggi Kintek è uno dei principali brand mondiali di questa nicchia della meccanica. Il gruppo - che conta 85 dipendenti e nel 2020 ha realizzato un fatturato di gruppo di circa di 10 milioni di ricavi e 3 milioni di Ebitda - è articolato in tre realtà, una società commerciale e due controllate squisitamente produttive: allo stabilimento di Mappano, nel 1991 si è aggiunto quello ungherese di Békéscsaba. Presto nuove acquisizioni. L’obiettivo dell’operazione è ambizioso: «Vogliamo crescere ed espanderci ulteriormente sui mercati internazionali - dichiara Alessandro Sebastiani, presidente del nuovo gruppo Kintek - consolidando la presenza e sviluppando nuovi canali commerciali. Non escludiamo la possibilità di fare acquisizioni con l’ingresso in nuove nicchie di mercato finora inesplorate, tra cui la micromeccanica». «I fondatori hanno gestito il gruppo con grande capacità e lungimiranza - prosegue Sebastiani -. La loro permanenza all'interno del management team rappresenta un aspetto fondamentale per la futura crescita che ci aspettiamo nei prossimi anni». Tecnicamente l’operazione è stata perfezionata con il classico schema del leveraged buyout e finanziata da Banco Bpm assistito dagli avvocati di Dentons nella persona del partner Fosco Fagotto e degli Associate Giulia Caselli Maldonado e Matteo Mosca. La società acquirente è stata invece assistita, nel financing, da Avvocati di impresa con i partner Alberto Calvi di Coenzo e Rosanna Frischetto.
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