Guidesi: «Automotive, si può invertire rotta ma bisogna far presto»

Tutti ora stanno dalla parte della Lombardia. Negli ultimi tre anni svariati attori del sistema produttivo e istituzionale regionale, dal Cluster della mobilità alla stessa Regione fino a tante aziende del settore, a più riprese hanno lanciato l’allarme sui possibili danni, o meglio probabili, che lo stop ai motori endotermici dal 2035 e in più in generale il Green Deal avrebbero causato all’automotive.
In Lombardia, secondo una ricerca condotta dal Centro studi Sintesi per conto di Cna, si parla di 30.010 imprese (il 2,8% del totale), che impiegano 96.572 lavoratori: l’89,2% sono micro aziende, il 7,1% le piccole, il 2,5% le medie e solo l’1,2% le grandi.
«Il settore è messo totalmente a rischio, sia dal punto di vista economico sia da quello industriale, da scelte ideologiche e limitative fatte dalla scorsa Commissione - taglia corto Guido Guidesi, assessore lombardo allo Sviluppo economico -. Indicare un’unica strada per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione non solo è sbagliato ma è ancora più dannoso se si pensa che quella strada, l’elettrico, non ha mai visto la filiera europea giocare un ruolo da protagonista. Si tratta di un clamoroso assist ai cinesi».
E se le parole di Guidesi collimano con quelle espresse nei giorni scorsi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini, l’assessore si spinge ancora un po’ più in là: «Ora il mercato ci sta dicendo che ciò che diceva la Lombardia era vero e ce lo confermano anche le crisi aziendali nel settore - rincara la dose -. Addirittura oggi si è arrivati al punto che non tutti i cittadini europei possono permettersi un’auto, venendo così meno ai principi stessi sui quali poggia l’Ue».
Il tempo per invertire la rotta, e per «pensare a un futuro con una mobilità sostenibile che faccia affidamento su tutte le possibilità di trazione, dall’endotermico a biocarburanti o a carburanti sintetici, all’idrogeno fino allo stesso full electric» secondo le parole Guidesi, ancora c’è. Ma è agli sgoccioli. «Siamo i primi a condividere gli obiettivi della transizione ecologica ma la sintesi per noi è chiara e si può riassumere nella frase “Caro cittadino europeo muoviti come vuoi purché non inquini” - afferma -. Il realismo deve vincere sull’ideologia, garantendo sostenibilità ambientale, economica e sociale».

E sul doppio binario della neutralità tecnologica e della libertà d’azione si giocherà anche la sfida dell’Automotive regions alliance, l’Alleanza delle regioni europee dell’automotive della quale il 28 e 29 novembre a Monza si terrà la terza assemblea annuale. In questa occasione la Lombardia, una delle 36 realtà territoriali che compongono il gruppo - nove sono italiane -, assumerà la presidenza nella persona proprio di Guidesi.
E se l’entrata in carica ufficiale è prevista per il primo gennaio 2025, l’obiettivo dell’Alleanza e della Lombardia è già più che chiaro: provare a convincere la Commissione a rivedere i suoi piani.
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