Rispetto all’anno scorso il prezzo di un getto di fonderia è rincarato in media del 50%. I rincari sono dovuti oltre che all’impennata del costo dei combustibili energetici e delle materie prime, anche alla mancanza della ghisa in pani fornita da Russia e Ucraina.
Il 2022 delle fonderie però è iniziato con il segno «più». Secondo il centro studi di Assofond - l’associazione di Confindustria che rappresenta le fonderie italiane - i fatturati sono cresciuti in media del 12% rispetto all’ultimo trimestre 2021, nel 38% dei casi per l’aumento dei prezzi dei getti e nel 29% per l’aumento delle commesse. Il risultato migliore l’ha avuto la ghisa. Le imprese che producono la lega di ferro e carbonio nei primi tre mesi del 2022 hanno migliorato i fatturati mediamente del 15%, quando già lo avevano fatto del 14% nel quarto trimestre 2021 rispetto al terzo. I risultati meno brillanti arrivano dall’acciaio, dove i fatturati sono cresciuti dell’1% a fronte di una crescita che nell’ultimo trimestre 2021 erano stata del 22% rispetto al rilevamento precedente. Completano il quadro i non ferrosi, saliti dell’11%.



