Economia

Flos: fatturato giù del 12% nel 2020, ma il 2021 è luminoso

Il consolidato 2020 chiude con fatturato a 203 milioni l’utile scende a 24 milioni L’ad Silva: «Siamo ottimisti»
Roberto Ragazzi

Roberto Ragazzi

Giornalista

Flos ha cinque flagship store ed è presente in 90 Paesi del mondo - © www.giornaledibrescia.it
Flos ha cinque flagship store ed è presente in 90 Paesi del mondo - © www.giornaledibrescia.it

Non poteva essere altrimenti. La pandemia ha profondamente segnato anche il bilancio consolidato di Flos, uno dei marchi più prestigiosi del design italiano e internazionale: il calo del fatturato è stato di circa il 12% (dai 231 milioni del 2019 ai 203 milioni del 2020); l’utile netto passa da 29 milioni a 24 milioni di euro.

L’ad Roberta Silva, alla guida del gruppo da poco più di un anno, resta ottimista: «Nella prima parte del 2020 abbiamo subito una forte flessione degli ordini. Ma, nonostante il clima di incertezza, nella seconda parte dell’anno c’è stata una crescita sostenuta: con la pandemia le persone non hanno più potuto viaggiare, per cui si sono focalizzate sugli accessori della casa e sul comfort. Da inizio 2021 le vendite delle collezioni decorative sono esplose - prosegue -. Stiamo crescendo a doppia cifra.

Un trend che crediamo potrà durare ancora a lungo in tutto il mondo».

Il gruppo. Flos è una delle società di Design Holding - che ha in portafoglio anche marchi come B&B Italia, Louis Poulsen e Arclinea - controllato dalle società di investimento Investindustrial e The Carlyle Group. Realtà universalmente riconosciuta per l’eccellenza del design dei propri prodotti che ha il suo quartier generale nel distretto industriale di Bovezzo. La Flos venne fondata nel 1962 a Merano da Dino Gavina e Cesare Cassina; nel 1964 l’azienda passa sotto la guida della famiglia Gandini che trasferisce la sede nel Bresciano. Un brand iconico e dal fascino unico, che ha creato oggetti che sono entrati a far parte della storia del design: ne è un esempio la lampada Arco, firmata da Achille & Pier Giacomo Castiglioni nel 1962. Il gruppo è fortemente internazionalizzato, conta cinque stabilimenti produttivi; 11 controllate dirette; 5 flagship store (Milano, Roma, New York, Parigi, Stoccolma). I suoi prodotti sono venduti in 90 Paesi attraverso 2.400 punti vendita.

Le aree di business. Sono quattro le principali linee di business: le collezioni «design» che rappresentano il core business storico di Flos sviluppati dalla capogruppo a Bovezzo; la collezione «architectural» sviluppata dalla controllata spagnola Antares Illuminacion; la collezione «custom» sviluppata principalmente dalla bresciana Bespoke di Collebeato; infine la collezione «outdoor» sviluppata dalla controllata Ares di Bernareggio.

Nel 2020 la pandemia ha avuto un impatto pesante sul settore lighting: in particolare per quanto riguarda gli hotel, ristoranti e bar: si sono fermate le nuove aperture dei negozi e del fashion retail. Mentre lo smart working per certi versi ha rilanciato i prodotti per l’ufficio, con il ripensamento degli spazi e la ricerca del comfort. I numeri del 2020. Il bilancio si è chiuso con un utile netto di 23,9 milioni dopo ammortamenti e svalutazioni per 12,6 milioni e imposte per 5,7 milioni; il fatturato passa da 231 milioni a 203 milioni (i ricavi della capogruppo Flos spa sono stati pari a 93,1 milioni in calo dell’1,3%); il risultato operativo lordo consolidato è di 56,9 milioni (63,1 milioni nel 2019) con un’incidenza sui ricavi del 27,5%; il risultato operativo è pari 44,3 milioni (50,9 milioni nel 2019) pari al 21,4% dei ricavi; nel 2020 il gruppo ha fatto investimenti per 10,5 milioni, mentre quelli previsti nel 2021 ammontano a 11,7 milioni.

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