Economia

EF Group, piano da 40 milioni di euro per dimezzare l’impronta carbonica

Il gruppo chiude il 2022 con un utile di 18,1 milioni. Nel Cda entrano i «prof» Fornasini e Beretta Zanoni
Roberto Ragazzi

Roberto Ragazzi

Giornalista

Una fase del processo produttivo di Fonderia di Torbole - © www.giornaledibrescia.it
Una fase del processo produttivo di Fonderia di Torbole - © www.giornaledibrescia.it

Quaranta milioni di euro di investimenti per dimezzare, nell’arco dei prossimi tre anni, l’impronta carbonica, vale a dire abbattere le emissioni gas serra prodotte dal ciclo produttivo. È questo l’obiettivo che si è dato Ef Group (Fonderia di Torbole), gruppo presieduto da Alberto Soardi e guidato da Enrico Frigerio.

«È un progetto molto ambizioso che coinvolgerà tutti gli stabilimenti del gruppo: quello di Torbole dove è previsto un investimento di circa 30 milioni; in ognuno dei siti di Lallio e di Cuneo investiremo circa cinque milioni - spiega il consigliere delegato Frigerio -. Credo che impegnarsi in una politica di responsabilità sociale non significa solo incentrare la produzione e l’etica dei propri prodotti su scelte “green”, ma renderla una componente identitaria della cultura aziendale, oltre che un vero e proprio obiettivo di business a medio-lungo termine».

Il piano prevede l’installazione di nuovi forni elettrici a media frequenza, in modo da ridurre le emissioni e massimizzare l’efficienza; investimenti in nuovi aspiratori e nelle energie rinnovabili (ovvero fotovoltaico). «L’impegno è per una certificazione che parte dall’ingresso delle materie prime nello stabilimento, fino alla dismissione del prodotto finito».

Il gruppo

Ef Group opera nel settore fonderie di ghisa di seconda fusione, a Torbole con la produzione, lavorazione meccanica e verniciatura di dischi e tamburi freno e altri getti per l’automotive; la Fond-Stamp di Rocca de’ Baldi (provincia di Cuneo) è invece specializzata in grandi stampi in ghisa e acciaio per automotive; infine la fonderia Pilenga Baldassarre, di Lallio (provincia di Bergamo) orientata al settore agricolo e alla meccanica.

Il 2022

Il gruppo ha chiuso l’esercizio 2022 con ricavi consolidati pari 208,7 milioni, in crescita del 38% sul 2021; buona la redditività tornata ai livelli pre-Covid con un Mol (margine operativo lordo derivante dalla gestione caratteristica) di 27,1 milioni quasi raddoppiato rispetto all’esercizio precedente e pari al 13,02% del valore della produzione. L’esercizio si è chiuso con un utile netto di 18,1 milioni, dopo ammortamenti e svalutazioni per 18,8 milioni.

Su tutti spicca il balzo di Fonderia di Torbole con i ricavi che crescono del 40% a 136,4 milioni grazie al sensibile incremento delle commesse per il gruppo Hyundai-Kia, fornito tramite Iljin, (+21%), e Volkswagen (+15,9%). «Una crescita - spiega Frigerio - in parte imputabile ai maggiori prezzi medi di vendita che hanno recuperato, se pure solo in parte la problematica impennata del costo delle materie prime e dell’energia, ma anche grazie ad un favorevole mix produttivo con un incremento dei dischi "finiti", completi di lavorazione e verniciatura».

Bene l’esercizio 2022 delle controllate Pilenga Baldassarre Foundry, con un valore della produzione a 29,9 milioni in crescita del 21%; e Fond Stamp, con un incremento del valore della produzione del 43% a 32,9 milioni.

I nodi dell’automotive

Transizione energetica, nuova normativa sull’Euro7: il settore automotive sta attraversando una fase di grande incertezza. «Nessuno sembra aver chiaro cosa succederà in futuro e come indirizzare gli investimenti - spiega Frigerio -. La normativa Euro7 andrà ad incidere anche sull’impianto frenante dell’auto. Ma al momento non è affatto chiaro quali saranno le regole che si dovranno seguire per far si che i dischi freno emettano meno polveri».

Resta il nodo dell’energia: «Paghiamo il 30% in più rispetto a Francia e Germania, questo è un problema che nel breve causerà problemi al comparto». Novità riguardano infine il Cda. Attualmente nel board, accanto ad Alberto Soardi ed Enrico Frigerio, siedono Umberto ed Edoardo Frigerio, Elio Ghidoni, i professori Mario Mazzoleni e Claudio Teodori. Presto il Consiglio sarà allargato con l’innesto di altre due figure esterne di rilievo: i professori Achille Fornasini e Andrea Beretta Zanoni.

«L’obiettivo - conclude Frigerio - è di rendere questo organo ancora più strutturato al fine di facilitare la transizione energetica del gruppo».

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