L’intelligenza artificiale «tira», ma le micro e piccole imprese - lombarde e bresciane - rischiano di rimanere al palo per la mancanza di personale qualificato. È l’ennesimo grido di allarme quello che si leva dalla «Giornata della cultura artigiana». Lo studio dell’Osservatorio di Confartigianato Lombardia ha dati da far tremare i polsi, se si guarda alla «fame» di figure introvabili o quasi.
I dati
Numeri alla mano, in Lombardia su 81.020 lavoratori con elevate e-skill 4.0 richiesti dalle aziende, ne mancano all’appello 46.930, il 57,9%, percentuale che cresce ulteriormente nelle Mpi bresciane, dove su 10.520 entrate con elevata richiesta di competenze digitali 4.0 non si trovano 6.530 addetti, vale a dire il 62,1% del totale. E non è tutto. Se si guarda alle professionalità specifiche, il mismatch lievita anche oltre, e questo nonostante le realtà italiane spicchino per l’utilizzo dei sistemi robotizzati. L’Italia, stando al report, è terza nell’Ue a 27 per la quota di Mpi che usano robot, pari all’8,3% e superiore al 5,6% della media europea.



