«Oggi più che mai la società ha bisogno di diventare più consapevole e matura, guardando al di là delle cose che vede, del tempo e dello spazio stessi. Il futuro, forse, potrebbe venire anche da una sola giovane mente, capace però di pensare fuori dal coro». Risponde così Giovanni Franceschini, imprenditore bresciano alla guida della Tecnosens spa, a chi domanda perché abbia deciso di dar vita alla neonata Fondazione Blaumann. Un ente no profit che nei suoi sogni dovrebbe diventare una sorta di «incubatore» di giovani menti che, proprio grazie al sostegno della fondazione, potrebbero essere davvero libere di uscire dagli schemi tradizionali, sperimentando e mettendo a fattor comune il più antico e prezioso talento umano: la capacità di pensare, appunto.
«Nella fisica siamo fermi alla meccanica quantistica di 100 anni fa, e forse se sapessimo concentrarci ed andare oltre potremmo risolvere alcuni dei problemi più cocenti che affliggono il nostro secolo, da quello dell’ambiente a quello dell’energia», prosegue l’ingegnere nucleare bresciano che proprio in virtù di questo modo di «guardare oltre» ha dato vita - insieme alla moglie Laura Benedetti, architetta e pittrice recentemente scomparsa - ad un’idea imprenditoriale davvero innovativa.



