Danni da maltempo, crescono i valori assicurati nei campi bresciani

È allarme maltempo per l’agricoltura bresciana. Operazioni agricole bloccate o fortemente rallentate e lavori che andrebbero fatti in questo periodo sono, di fatto, paralizzati. «Il bollettino dei danni da meteo avverso è sempre più pesante - afferma il presidente di Confagricoltura Brescia Giovanni Garbelli - sia a livello generale sia in agricoltura».
Da Coldiretti si segnala che nelle aree montane si assiste a fenomeni di dissesto e smottamenti, in pianura gli agricoltori non possono entrare nei campi zuppi d’acqua e ora si temono cali produttivi al momento stimati tra il 20% e il 30% in meno rispetto ad annate normali. L’annunciato ritorno del tempo stabile potrebbe aiutare a recuperare in parte il ritardo accumulato, ma se dovessero ripresentarsi condizioni meteo sfavorevoli, il rischio è anche quello di perdere completamente la produzione rimasta in campo.
In ritardo
Ritardi si registrano negli sfalci dei prati, oltre che nella maturazione e nella raccolta delle olive. Con l’avvicinarsi di novembre il rischio è incappare nelle prime gelate. Per Confagricoltura Brescia ora è divenuto prioritario migliorare l’efficienza del sistema delle reti: «Più volte, negli ultimi tempi, ho sottolineato come la questione necessiti non solo di pianificazioni a lungo termine rispetto ai cambiamenti climatici – aggiunge Garbelli –, ma anche di azioni con carattere di urgenza rispetto alla messa in sicurezza di interi territori».
Una delle modalità per agire al più presto, secondo Garbelli, è che tutti gli attori coinvolti, dalle istituzioni alle autorità d’ambito, dai consorzi alle associazioni imprenditoriali, trovino insieme le soluzioni migliori e gli strumenti più adeguati.
La protezione
Ragionando in termini più ampi, soprattutto quando si è di fronte ad eventi calamitosi, il problema è anche di proteggere il reddito delle aziende agricole. A Brescia c’è il consorzio Agridifesa Italia, guidato dal vicepresidente di Confagricoltura Brescia Oscar Scalmana. Agridifesa che, proprio in queste settimane, ha festeggiato il decennale di attività. Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
I numeri
Il valore assicurato totale dagli associati è aumentato del 15,8% nel 2023 (per quasi 400 milioni di euro), registrando una crescita del 18,5% nelle produzioni vegetali (280 milioni) e del 73,3% per le strutture (44 milioni), mentre per la zootecnia c’è stato un calo dell’8,5% (75 milioni). La tariffa media sulle colture è stata del 7,34% rispetto al 7,29% dell’anno precedente, in linea con l’andamento nazionale.
I premi pagati sono stati di quasi 23 milioni, rispetto ai 19,5 dell’anno precedente. Al rialzo anche i soci, passati dai 3.072 nel 2022 ai 3.511 dello scorso anno (più 14%).
Crescita
Una crescita che viene confermata quasi in toto anche nella prima parte del 2024, con una proiezione del più 14% sui soci e più 1,3% sul valore assicurato totale, per quasi 404 milioni.

È proseguito anche il percorso di Gestifondo Impresa, fondato dai consorzi Agridifesa e Codipa Verona, e dei fondi mutualistici Fitopatie e Ist Latte. «Il mio impegno, insieme alle associazioni di categoria – afferma il presidente di Agridifesa Italia Scalmana – è garantire agli imprenditori associati strumenti efficaci, affidabili e trasparenti, che aiutino concretamente le aziende nelle loro attività quotidiane e nello sviluppo. Agridifesa ha gestito egregiamente la situazione e ora si prepara ad affrontare nuovi progetti, sempre con l’obiettivo primario di proteggere il reddito delle imprese agricole».
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