Economia

Dai campi di calcio ai poliambulatori: il business di Vincenzo Papes

Il «Centro di medicina» dell’ex calciatore conta 950 addetti e 200 milioni di ricavi
Camillo Facchini
Franco Baresi e Vincenzo Papes © www.giornaledibrescia.it
Franco Baresi e Vincenzo Papes © www.giornaledibrescia.it

Gioca tre anni come centrocampista nell’Ospitaletto presieduto da Gino Corioni, con allenatori Paolo Ferrario, Mauro Bicicli e Gigi Maifredi; poi ritorna in Veneto nelle terre da cui era partito e infine ... ripassa da Brescia, dove ha acquistato il ramo d’azienda del centro diagnostico di Medicalspa di via Pilastroni, ora «Centro di medicina. Brescia», con direttore sanitario da Alessandro Corsini, che diventa la cinquantunesima struttura di un sistema che oggi fattura 200 milioni, occupa 950 dipendenti e 3.500 collaboratori nelle società aggregate in «Centro di medicina». Obiettivo del piano di sviluppo è arrivare a 80 sedi, la prossima sarà con altri 8.000 metri a Mestre.

Protagonista di questa avventura imprenditoriale è Vincenzo Papes, imprenditore fortemente radicato in Veneto da dove, 42 anni fa, partendo da Conegliano, quando l’imprenditore era solamente ventunenne, tutto è incominciato grazie ad una sorella alla quale il fratello poi subentrerà.

Il progetto

Già negli anni Ottanta, nella vita di Vincenzo Papes (professionista in serie C) sport e business convivono, fino a quando l’idea di dare vita ad un network prende corpo, con un progetto avvalorato dalla considerazione che le assicurazioni avrebbero occupato sempre più spazio nella salute del cittadino. «Strategicamente avevamo compreso – racconta Vincenzo Papes – che accrescendo la dimensione avremmo avuto più spazi sul mercato ed un potere contrattuale più alto, ma anche che le strutture come le nostre devono unirsi».

Vincenzo Papes ha giocato tra i professionisti
Vincenzo Papes ha giocato tra i professionisti

E a Brescia che progetti avete? «Investire – risponde Vicenzo Papes – ed allargare il pacchetto delle specialità e delle prestazioni offerte». Ecco allora che in via Pilastroni avverrà una riorganizzazione con l’ingresso di nuovi medici, «ma anche di nuove macchine per la radiologia che utilizzerà l’intelligenza artificiale, con un piano di investimenti stimato in un milione di euro per l’adeguamento dell’immobile e in 1,8 milioni per nuovi impianti, mentre al recruiting di nuovi specialisti è dedicato un team di tre persone che lavorano nell’allacciamento dei contatti.

Vincenzo Papes, che è amministratore delegato, aggiunge «il mio obiettivo in azienda è conoscere l’evoluzione delle singole cliniche facendo mio ogni problema. Sono io ad indirizzare le strutture che andiamo a creare anche se delego molto ai miei collaboratori di cui ho fiducia, ma se mi chiamano intervengo. La crescita è stata imponente, errori fino ad oggi non ne abbiamo commessi, ho piena fiducia nei molti giovani che sono entrati a far parte della nostra squadra».

Il quadro

In una recente indagine, Mediobanca ha collocato il gruppo Centro di medicina al venticinquesimo posto nella graduatoria nazionale, ranking che con la campagna di acquisizioni di atto è destinato a salire.

Come è stato possibile tutto questo, soprattutto finanziariamente, in trent’anni? «Abbiamo sempre lavorato a leva con gli istituti di credito, che ci hanno finanziato ogni singolo progetto. Ad aiutarci la convinzione che le banche hanno fiducia nel business de servizi sanitari, ma anche la scelta che percorriamo a vent’anni di non distribuire utili». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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