Economia

Confapi conferma Casasco: «Immorale questo peso fiscale»

Per il presidente delle piccole e medie imprese il carico complessivo sui profitti d’impresa supera il 65%: «Ora bisogna creare lavoro
Il presidente Maurizio Casasco ieri in assemblea - Foto © www.giornaledibrescia.it
Il presidente Maurizio Casasco ieri in assemblea - Foto © www.giornaledibrescia.it
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L'assemblea nazionale di Confapi, la Confederazione Italiana della Piccola e Media Industria Privata che raccoglie oltre 83mila piccole e medie industrie private italiane, ha confermato all'unanimità il bresciano Maurizio Casasco, ex presidente di Apindustria Brescia, alla presidenza per il prossimo triennio.

Per Casasco, si legge in una nota, «se da un lato la Commissione UE ha bocciato la manovra italiana, noi rilanciamo non più con la semplice proposta di un ministero per le Pmi, ma con la costituzione di un vero e proprio organismo di riferimento delle piccole e medie industrie private. Bene o male che sia, è un fatto oggi che il nostro futuro si decida a Bruxelles. L'Italia è un contribuente netto dell'UE ed è necessario che le risorse tornino in Italia a beneficio diretto del sistema produttivo, senza mediazione politica. Da troppo tempo il total tax rate - ha sottolineato Casasco - ovverosia il carico fiscale complessivo sui profitti d'impresa, supera la quota immorale del 65%. Un Paese che fa pagare a chi lavora 70 su 100 e che, invece, dà a chi non lavora 80 su 100 si commenta da solo».

L’intervento del presidente di Confapi è molto articolato e riguarda anche i giovani. «Occorre creare nuove opportunità di lavoro soprattutto per i nostri giovani - spiega Casasco - , perché la crescita la crea il lavoro e il lavoro lo crea l'industria, sempre che questa sia liberata dalla burocrazia e dagli effetti del cuneo fiscale. Penso a un grande "Laboratorio d'impresa" a livello nazionale, in cui tutti noi imprenditori possiamo condividere il nostro bagaglio di nozioni e di esperienze e trasmetterlo a tutti quei giovani che vogliano aggredire il futuro creando nuove imprese». 

 

 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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