Economia

Confagricoltura Brescia, missione in Cina: «Un mercato inevitabile»

Il presidente Garbelli: «Le fiere primo terreno concreto di collaborazione»
  • Confagricoltura Brescia in Cina: Garbelli consegna al vicepresidente Wu Zhuntao del Grana Padano
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«Alla fine, volente o nolente, la Cina è un Paese inevitabile e con il quale non ci si può non confrontare», soprattutto quando si parla di un settore strategico come l’agricoltura. La sintesi arriva dalle parole di Giulio Bolaffi, consigliere e responsabile dell’Ambasciata d’Italia a Pechino, che ha aperto ufficialmente l’incontro istituzionale ospitato ieri in ambasciata nell’ambito della missione in Cina di Confagricoltura Brescia.

Bolaffi, insieme ai rappresentanti dell’Ice di Pechino, tra cui Elsa Fonte, ha accolto i bresciani guidati dal presidente Giovanni Garbelli, dando il via a una giornata di confronto che ha messo al centro cooperazione, scambi commerciali e innovazione agricola. «Ambasciata e Ice sono le due armi della stessa macchina che accompagna le imprese nell’internazionalizzazione - ha sottolineato Bolaffi -. Italia e Cina lavorano strettamente per ampliare l’export e costruire una cooperazione industriale solida».

La delegazione

La missione di Confagricoltura a Pechino, vede coinvolti anche Luigi Barbieri, membro di giunta di Confagricoltura Brescia; Gabriele Trebeschi, direttore di Latte Indenne; Giovanni Bertozzi, vicedirettore dell’associazione; oltre a un gruppo di esperti composto dall’agronomo Giuseppe Noci, dalla professoressa Isabella Ghiglieno, ricercatrice in coltivazioni erboree e viticoltura dell’Università degli Studi di Brescia, Leonardo Minelli dello staff dell’Assessorato all’Agricoltura di Regione Lombardia e Francesco Cagnini, responsabile dell’ufficio zona di Confagricoltura Lonato.

Momento centrale della giornata l’incontro con la China Agricultural Association for International Exchange (Caaie), la più grande e autorevole associazione cinese per la cooperazione agricola internazionale. La delegazione cinese, guidata dal vicepresidente Wu Zhentao, ha manifestato una chiara e significativa apertura verso il sistema bresciano.

«L’avvio di rapporti commerciali stabili con la Cina può partire dagli eventi fieristici più rilevanti di Pechino», ha spiegato Wu, aprendo all’ipotesi di una partecipazione cinese anche ad eventi agricoli in Italia e a una futura missione nel Bresciano. Nel suo intervento, Garbelli ha tracciato una fotografia dettagliata dell’agricoltura bresciana: dalla filiera lattiero-casearia alla suinicoltura e il mondo vino passando per i temi della digitalizzazione, della modernizzazione e della sostenibilità.

«Incontrare in ambasciata un Sistema Italia che funziona - ha detto - è un segnale forte per le nostre imprese. Ma è altrettanto importante il confronto con il nostro omologo cinese, che rappresenta numeri impressionanti: un volume d’affari di molti miliardi».

Il presidente ha posto l’accento sulle sfide comuni: innovazione, digitalizzazione, modelli agricoli giovani e sostenibili. «Ci siamo proposti come modello di economia circolare, soprattutto nel comparto zootecnico e nei prodotti trasformati del Made in Italy. Le fiere possono diventare il primo terreno concreto di collaborazione».

A rafforzare il quadro economico è intervenuto Minelli, che ha ricordato come la Lombardia rappresenti circa il 10% della superficie agricola utilizzabile nazionale e produca il 50% del latte italiano, trasformato in larga parte in prodotti lattiero-caseari. Spazio anche alle tecnologie agritech, dall’agricoltura satellitare alle colture idroponiche e verticali, fino al biogas, settore in cui la Regione ha investito massicciamente nell’ultimo decennio. Infine, Ghiglieno ha illustrato il contributo scientifico dell’Università di Brescia al mondo agricolo, confermando il ruolo della ricerca come ponte naturale tra i due sistemi produttivi.

Il messaggio che arriva da Pechino è chiaro: la Cina guarda con interesse a Brescia e alla Lombardia, riconoscendo competenze, modelli e potenzialità su cui costruire partnership economiche di lungo periodo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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