Economia

Cerco lavoro: la storia di "Giulia"

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Salve a tutti i lettori del Giornale di Brescia,
Vorrei ringraziare il Giornale di Brescia per lo spazio a noi dedicato, dandoci la possibilità di far sentire la nostra voce, siamo una categoria socialmente "debole", ma siamo coraggiosi abbiamo il coraggio di esporci per veder rispettati i nostri diritti ad una vita libera e dignitosa.

Sono una ragazza laureata in giurisprudenza, studentessa della scuola di specializzazione per le professioni legali. Parallelamente anche praticante presso uno studio legale di Brescia. Voi direte: " sei indaffarata!!!". Si è vero questa meravigliosa e gratificante situazione non dura per sempre, ma di qui a pochi mesi tutto svanirà. Poi cosa accadra? Sarò una "disoccupata", con molti progetti da realizzare!!
Allora è una storia come un'altra? Purtroppo no, ha dei risvolti negativi molto gravi sulla mia salute.

Sono affetta da una retinopatia, questa condizione dà spazio a molta discriminazione sul mondo del lavoro e non solo. Ad esempio se io volessi fare la donna delle pulizie, oltre a chiedere molta esperinza requisito che non ho, la ditta mi sbatterebbe la porta in faccia alludendo a delle scuse. La maggior parte delle persone molto spesso sono ignoranti e pensano che un "disabile" non valga nulla, non può fare ciò che fanno gli altri. L'opinione prevalente è quella secondo cui il diversamente abile è solamente un "sacco" da portare sulle "spalle", invece il disabile è una risorsa come il normodotato.

Al contrario le persone dovrebbero intanto chiedersi cosa farebbero nelle mie condizioni, invece di lamentarsi per niente. Inoltre i normodotati dovrebbero dare la possibilità ai disabili di essere autonomi non con le parole, ma con i fatti, ascoltando la voce del disabile senza ignorarlo.
Devo dire che questa tipologia di problematica è molto frequente nel mio paese (non voglio dire qual è per evitare maggiori discriminazioni nei miei riguardi ed è anche per questo che uso un nome di fantasia). Una persona a questo punto si chiede qual è o quali sono le conseguenze che si ripercuoterebbero su di me, nel caso non trovassi un lavoro di qui a pochi mesi.
Rispondo dicendo che la mia conseguenza sarebbe quella di ritornare indietro da dove sono partita, con molta amarezza, una grossa sconfitta che non riuscirei ad accettare. Non è tutto, la conseguenza altrettanto spiacevole e certa è che dopo un po' di tempo, non si sa quanto, mi aspetterà la cecità assoluta irreversibile, che lascerà il posto alla poca luce che attualmente vedo.
Questo perchè l'alloggio che avrei a disposizione (non lavorando non avrei scelta) è inidoneo, in quanto non posso stare in ambienti chiusi dove la luce non è omogenea, altrimenti la vista diminuisce sempre più lasciando il posto alla foschia sempre più forte e ad altri disturbi ad essa connessi (persistendo la permanenza in luoghi inidonei tali sintomi aumentano sempre più). Tali disturbi non mi permetterebbero di condurre una vita normale.

Brescia mi è entrata subito nel cuore, piango molto quando penso che forse me ne dovrò tornare indietro, in quel caso una parte del mio cuore resterà qui, portandomi dentro di me i ricordi di persone meravigliose che ho potuto conoscere, condividendo con loro i vari momenti della mia vita. Ho avuto l'onore di notare una grossa solidarietà tra le persone comuni. Per fortuna posso godere del sostegno di molte tra queste anche il mio avvocato, per me è come un papà ...

Attualmente vivo in un appartamento solo per studenti, tra pochi mesi terminerò gli studi con il diploma di specializzazione post laurea, pertanto dovrò lasciare l'alloggio.
Quali sono i miei progetti a cui dovrei rinunciare se non trovassi lavoro? Il primo è il corso di preparazione al concorso di magistratura con sede a Milano, in quanto questo tipo di corsi sono molto costosi. Immancabilmente vorrei avere la soddisfazione di sostenere il concorso in magistratura. Questo esame è molto impegnativo, richiede molto studio e dedizione. Soprattutto molta concentrazione e serenità, senza altri problemi per la testa!

Ho letto le altre testimonianze scritte dagli altri lettori, sono molto solidale con loro. Per esperienza so cosa significa la sofferenza, la solitudine in questa dura battaglia contro la disoccupazione.
Ringrazio le molte persone che con i loro sforzi, stanno cercando di aiutarmi affinchè riesca a strapparmi da quel destino così ingiusto, crudele che mi porterebbe al buio totale irreversibile, alla malinconia, ad una forte sensazione di tristezza, accompagnato da molta discrimnazione. Proverei una sensazione di abbandono di scivolamento verso un precipizio da cui non riuscirei a risalire. Se nemmeno il vostro aiuto e quello di nessun altro, neanche quello della mia forza d'animo e della fede, del tempo non saranno sufficienti sarò costretta ad allontanarmi da una città a cui sono molto grata, mi sento molto legata da un legame affettivo fortissimo, come se fossi nata e cresciuta qui.

Brescia mi ha dato l'amore, la libertà, la felicità, la voglia di vivere, la forza d'animo, la speranza di una vita migliore fatta di soddisfazioni di sorrisi, di gioie... Insomma mi ha ridato la luce. Spero di rimanere, questo è il mio sogno, vorrei costruirmi una famiglia una vita concreta. Magari chissà, mi regalerà anche l'emozione di rivedere i colori come una volta!! Se a questo punto ci fossero uno o più lettori che mi volessero dare una possibilità, si chiederebbero qual è la mia esperienza lavorativa.
Io sono praticante avvocato, mi sto specializzando nel recupero crediti, sto seguendo delle pratiche di recupero per conto di una grossa compagnia assicurativa. inoltre mi sto occupando dei sinistri stradali. Mi piacerebbe lavorare per delle banche e assicurazioni come recuperatore crediti; ciò non toglie che sarei disposta a lavorare anche in ambiti diversi da quello enunciato (nell'ambito della segreteria generale, essendo molto veloce nella battitura con il pc ed possedendo una buona conoscenza del pacchetto Office, oppure anche come call center).

Insomma qualsiasi lavoro che mi permetta di vivere un'esistenaza libera e dignitosa.
Spero che mi possiate aiutare, questo non è un grido di compassione che a me non piace, ma è un grido di speranza di aiuto anche se sono abituata a camminare con le mie gambe!!
Questa testimonianza spero che serva per dare forza alle persone che si trovano nella mia stessa condizione di disoccupato, la speranza è l'ultima a morire.
Vi ringrazio anticipatamente per il vostro aiuto, purtroppo è difficile per tutti a causa della fortissima crisi economica che stiamo vivendo in questo periodo storico; ciò nonostante non demordo anche se mi rendo conto quant'è difficile trovare un lavoro al giorno d'oggi!!!
insomma voglio lavorare non essere compatita, ma avre un ruolo nella società pensare che anch'io conto qualcosa a parità degli altri, non ho scelto io la mia condizione è il destino che ha voluto così, non tutto il male viene per nuocere!!
"Giulia"

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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