Cerco lavoro: la storia di Cristian
Buongiorno,
sono un geometra di 25 anni e scrivo in riferimento alla storia di Andrea, geometra di 23 anni che si è trovato, come molti altri, a dover affrontare il problema del duro impatto con il mondo del lavoro dopo aver ottenuto l’abilitazione per esercitare la libera professione.
Il mio problema è analogo; dopo aver ottenuto il diploma, ho svolto il periodo di praticantato di due anni, lavorando gratuitamente presso uno studio professionale, poi ho superato l’esame di abilitazione. A quel punto mi sono trovato in difficoltà, dopo molti sacrifici, dopo aver lavorato gratis per due anni, dopo aver studiato per superare l’ambito titolo di Geometra iscritto all’albo e ho faticato a trovare lavoro.
Tutte le aspettative di un giovane che nel minimo tempo possibile riesce a terminare un percorso iniziato 7 anni prima, si sgretolano. Le aziende cercano figure professionali con esperienza o addirittura, come ho sentito dire più volte, “apprendisti capaci” o viceversa apprendisti per fare fotocopie e altri piccoli lavori di manovalanza.
A quel punto mi sono detto, la “famosa” gavetta è l’inizio di un percorso che termina con l’ottenere una propria professionalità ed una competenza specifica nel settore lavorativo per cui ho studiato e così ho deciso di accettare le prime proposte di lavoro come impiegato tecnico generico.
Dopo 4 anni, trascorsi in ditte diverse, mi ritrovo a fare le stesse identiche cose che facevo, appena assunto, 4 anni fa, senza aver mai ricevuto alcun tipo di formazione e senza essere in grado di svolgere in pieno la professione del geometra. Ho un contratto a tempo indeterminato che però mi vincola a svolgere mansioni ripetitive, senza alcuna soddisfazione né personale, né professionale, né tantomeno economica. Inoltre essendo assunto come dipendente e non essendo un libero professionista, devo in ogni caso pagare la quota annuale minima al Collegio geometri, indispensabile per mantenere la validità dell’esame di abilitazione da me sostenuto.
La strada che sto per intraprendere è quella del cambio completo di settore, partendo nuovamente da zero e cercando, con maggiore consapevolezza, un altro sbocco professionale che, mi auguro, possa regalarmi qualche piccola soddisfazione in più di quanto il mondo del lavoro non mi abbia riservato fino a questo momento.
Confido nel fatto che ci siano ancora imprese pronte a puntare sui giovani e soprattutto sulla formazione e la crescita all’interno dell’azienda, elementi seconde me indispensabili per creare figure professionali competenti e altamente qualificate.
Cristian
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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