Brilla la stella Matchfy, l’algoritmo bresciano che scopre e lancia i talenti della musica

Bob Marley le chiamava «positive vibration» e su di esse compose un inno reggae contro l’oppressione dei popoli. Tutte le rivoluzioni, in fondo, hanno avuto in dotazione una colonna sonora, spesso intrisa di quelle belle sensazioni, «good vibes» appunto, che anticipano un cambiamento. Per ora resta difficile indicare una melodia che possa definire l’impatto fin qui avuto dalla bresciana Matchfy sul mercato della musica, ma basta scendere dai primi due gradini all’entrata della sede di viale Italia, in città, per immergersi in una realtà ultramoderna, carica di entusiasmo e con grandi potenzialità.
Da quattro anni, Spotify, il primo operatore al mondo della musica in streaming, ha concesso alla startup l’utilizzo illimitato del suo enorme archivio. Inoltre, di recente Matchfy ha chiuso un round di finanziamenti da due milioni di euro, grazie al club deal capitanato dal family office di Donato Romano (ormai ex Ceo del gruppo La Piadineria).
Il mercato
L’ultima edizione del Global music report di Ifpi, una sorta di Vangelo per chi opera nel business discografico, registra una crescita dei volumi del comparto superiori al 10% rispetto all’anno precedente. In soldoni, il giro d’affari legato al mondo della musica è pari a 28,6 miliardi di dollari. Anche in Italia, peraltro, il settore discografico è in forte ascesa: lo scorso anno ha generato un monte ricavi di 440 milioni (+18,8%) e l’ascolto delle canzoni in streaming ne vale il 65% (il Belpaese è il dodicesimo mercato al mondo e il terzo in Europa, secondo il Global music report).
In questo quadro si inserisce Matchfy. «Nel caotico panorama della promozione musicale online, vogliamo democratizzare la promozione musicale ed e essere un faro per gli artisti indipendenti», spiega il fondatore Paolo Mantini, che dopo una laurea al Conservatorio Luca Marenzio di Brescia e un master al Berklee College of music, a 32 anni vanta già diverse collaborazioni con artisti, etichette e brand del settore.
Come funziona
Tuttavia, con circa 200mila nuove canzoni caricate ogni giorno su Spotify, di cui il 34% rimane inascoltato, la strada verso il successo per gli artisti emergenti risulta sempre più in salita e rende il mercato della musica tra i più competitivi. «Attualmente Spotify rappresenta il punto di arrivo per qualsiasi artista, ma va considerato che il colosso svedese non paga più coloro che fanno meno di mille ascolti - continua Mantini -. Con oltre 30mila utenti mensili e più di 5 milioni di scambi musicali, Matchfy si sta affermando come il punto di riferimento per artisti, curatori di playlist, influencer di TikTok e magazine musicali in tutto il mondo». In pratica, attraverso la startup cittadina gli artisti posso creare un proprio profilo, proporre la loro canzone e connettersi con altri musicisti e operatori del settore attivi su Spotify, TikTok o Magazine Directory.
«Grazie al suo algoritmo AI avanzato - spiega il fondatore - la nostra piattaforma è in grado di analizzare una canzone e suggerire all’artista le playlist più pertinenti tra i miliardi presenti su Spotify, dando così la possibilità di promuovere la propria musica senza dover passare attraverso un promoter o una figura intermedia. Il nostro sistema - aggiunge - fornisce anche un manager virtuale che utilizza analisi avanzate per aiutare gli artisti a comprendere i prossimi passi da intraprendere per farsi conoscere e ottenere successo».
Matchfy si sviluppa su modello di business «freemium», che prevede più varianti del prodotto da distribuire a prezzi diversi. La startup, insomma, mette a disposizione una versione base del prodotto, mentre per usufruire di quelle più avanzate (le cosiddette «versioni premium»), l’utente deve pagare un determinato importo.
«Il sostegno da 2 milioni offerto dal club deal ci ha dato una spinta significativa - conclude Mantini -, ma va anche detto che la nostra piattaforma (che fa capo alla Planet X Srl e che oggi conta su un gruppo di dodici persone, di cui il più vecchio è lo stesso Paolo Mantini, ndr) sta dimostrando una straordinaria rapidità nel raggiungimento di tutti i target previsti nel business plan, per di più con un ebitda positivo».
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