Brescia, valori del catasto leggeri: il mercato valuta un +45%

I valori catastali non aggiornati pesano sulla casse dello Stato, ma nella maggior parte dei casi avvantaggiano i proprietari di seconde, terze o quarte case, che si trovano a versare un imponibile Imu calcolato su una parte di valore lontana da quella attribuita oggi dal mercato del mattone.
I numeri a Brescia. Questo discorso vale anche per Brescia e provincia dove, secondo uno studio della società di consulenza Nomisma e del Sole 24 Ore, la quotazione media di mercato di fine 2020 per un appartamento di 90 metri quadri è di 176.925 euro, mentre il valore catastale medio 2021 su cui si calcola l'Imu - per un immobile delle categorie A/2 o A/3 - è di 97.950 euro (circa il 45% in più). A portare d'attualità la discussione è l’intenzione del del Ministero dell'economia e delle finanze, presieduto da Daniele Franco, di aggiornare ed integrare i «database» immobiliari, «anche nell'ottica di una più equa imposizione». I dati Nomisma evidenziano come per Brescia e la maggioranza delle città italiane (93 sul totale di 103 preso in considerazione dallo studio), la riforma sarebbe decisamente svantaggiosa.
Il raffronto. L’indagine incrocia l’imponibile Imu ed prezzi di mercato degli immobili: ed i risultati sono sorprendenti mostrando tutta la distanza tra i due valori. Le dieci città più avvantaggiate dalla mancanza di un riforma già annunciata più volte, ma mai messa in pratica, sono Imperia, Bolzano, Rimini, Trento, Pesaro, Milano, Cuneo, Latina, Venezia e Verbania. A Imperia, la prima della particolare graduatoria, a fronte di un imponibile Imu calcolato su 73.663 euro, il valore medio di mercato di una casa di 90 metri quadri (appartenente alle categorie catastali A/2 o A/3) è di 202.188 euro; a Bolzano la forbice va da 112.769 a 275.925 euro; a Milano da 136.048 a 291.310 euro; a Venezia da 122.489 a 249.369 euro. A chi conviene la riforma. Nonostante la larga maggioranza degli italiani in questo caso goda di vantaggi (e tra questi ci sono i coittadini bresciani), c'è anche chi dalla mancata riforma risulta penalizzato. Pochi, dieci province in tutto, ma ci sono, e si trovano ad Alessandria, Benevento, Biella, Lecce, Mantova, Padova, Pordenone, Siracusa, Taranto e Viterbo. La più penalizzata di tutti è Pordenone, in Friuli Venezia Giulia, dove l'imponibile Imu arriva a 125.311 euro mentre il valore medio di mercato è di 89.539 euro. A fronte di queste considerazioni è importante ricordare che e si tratta di dati medi, quindi con eccezioni anche all'interno del medesimo Comune, tra cui per esempio gli immobili ristrutturati che hanno visto crescere la loro rendita, le case in centro con pochi vani che hanno rendite più basse, e le abitazioni di nuova costruzione.
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