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Economia

LA STORIA

Artec, i cosmetici veg e bio crescono ancora in doppia cifra


Economia
10 giu 2019, 07:59
Alcuni componenti della forza lavoro di Artec - © www.giornaledibrescia.it

Alcuni componenti della forza lavoro di Artec - © www.giornaledibrescia.it

Quando si dice: «la necessità aguzza l’ingegno». Il motto ben si addice alla storia di Artec, azienda di cosmetica biologica professionale e make up organico attiva con le linee Naturalmente, Breathe e Gentleman. Nata nei primi anni Novanta per volontà di una coppia di hair stylist, Domenico e Brigida Tomaselli, che decidono di dedicarsi alla formazione professionale, si trova da un giorno all’altro a fare i conti con le molte difficoltà connesse all’importazione dei prodotti professionali americani utilizzati nella scuola, e decide così di «farseli in casa».

L’intuizione a monte della produzione casalinga è però decisamente anticipatrice. Notando i diffusi problemi di allergie e intolleranze connessi all’uso di tinte e lozioni a base chimica, Domenico Tomaselli apre (quando ancora non era di tendenza) all’idea di una produzione vegetale e biologica che non abbia ripercussioni sull’organismo umano. Nasce così nel 2004, complice l’amicizia con un chimico con la fissa del bio che già lavorava nel settore della cosmetica, il marchio Naturalmente, che si affaccia sul mercato con una linea «basic» di 16 prodotti professionali per la cura dei capelli.

Ci vogliono però alcuni anni perché il sistema cominci a reagire, percependo tutti i vantaggi di una serie di prodotti a base vegetale ma con prestazioni professionali. Quando però il valore aggiunto inizia ad essere percepito, il business inizia a crescere e accanto a Naturalmente nascono Breathe, la linea di make up organico, e Gentleman, quella dedicata all’uomo, mentre comincia a strutturarsi l’idea di «Naturalmente Spa», saloni monomarca in cui il cliente viene coccolato in chiave rigorosamente naturale.

Oggi, a poco meno di 15 anni di distanza dalla nascita della prima linea, Artec impiega una dozzina di persone (più una fitta rete di distributori) e fattura tra gli 8 e i 9 milioni di euro, con una crescita a doppia cifra anno su anno negli ultimi cinque. «La differenza tra la nostra realtà e la stragrande maggioranza delle altre è che noi non abbiamo semplicemente una linea green ma siamo un’azienda green», spiega Carlo Tomaselli, che insieme alla sorella Micol oggi affianca i genitori nella gestione della srl di Lograto.

Per lui, il valore aggiunto sta proprio nel binomio tra una scelta etica chiara a monte ed un incessante processo di ricerca e sviluppo portato avanti nei laboratori in Toscana. «I nostri sono prodotti a base vegetale ma che hanno una resa pari a quelli professionali tradizionali, cosa niente affatto scontata», precisa Carlo Tomaselli che indugia anche su altri aspetti dell’essere green di Artec. Ad esempio, il packaging rigorosamente in Pla, un polimero a base naturale biodegradabile e compostabile. O il sostegno a progetti etici concreti, come quello dato quest’anno a Slow Food per il suo progetto di tutela del grano marzellino di Benevento. O la formazione «a base etica» che gli esperti di Artec portano nelle scuole.

 

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