Stai leggendo: {{ currentArticle.title }}

Arrivano i makers, «maghi» delle stampanti 3D

Redazione Web

Economia
18 nov 2013, 14:46
descrizione immagine

Preparatevi. Stanno arrivando, ma niente paura. Loro sono i makers, nuovi tipi di umani, gente che pensa di farsi da sè quel che serve nella vita. Makers lo potremmo tradurre come «produttori», auto-produttori. In italiano il termine che meglio esprime il concetto sarebbe auto-artigiani, gente che sa costruirsi tutto quel che gli serve senza essere specialisti in niente.

Fantascienza? Forse. Per capirlo siamo andati a Torino, in via Egeo. Semiperiferia. In una vecchia fabbrica c'è Fablab, una sorta di "garagione" che mantiene i fasti di un passato industriale tramontato. E’ qui che ci sono le stampanti 3D e le macchine con taglio laser. Cose piccole, artigianali, perchè anche le stampanti 3D - nel mondo dei makers - si autocostruiscono. Le stampanti 3D non esauriscono il mondo produttivo dei makers, ma ne sono il cuore. E' con queste macchinette (grandi come una piccola fotocopiatrice) che si può (potrà) costruire il possibile nuovo mondo: tutto e per tutti.

Le stampanti 3D non sono una vicenda del tutto nuova. Il principio, ridotto all’essenziale, è: un plotter che va avanti e indietro e deposita del materiale (plastico) sulla base di un disegno ricevuto da un software. Garantisco: è una cosa semplice, persino banale.

La novità recente è la miniaturizzazione delle macchine e il basso costo di realizzazione (toh: un migliaio di euro per il modello base); poi c’è la diffusione di Internet che fa girare conoscenza rapidamente. E poi c’è stato il diktat di Obama ai suoi premi Nobel: inventatemi qualcosa che faccia delle cose ad un costo più basso di un operaio cinese. La tecnologia c’è già: è la 3D, è stata la risposta. E allora si è partiti. A Cupertino, in California, vicino al quartier generale della Apple, ci sono già fabbriche che producono con le 3D. Da noi si parte.

Gianni Bonfadini

 

Articoli in Economia

Lista articoli