A Brescia in 10 anni 290 acquisizioni per un valore di oltre 3,6 miliardi

Guerra in Ucraina, rincari di energia, gas e materie prime, stretta al credito: sull’economia del 2022 si è abbattuta una tempesta perfetta, che non ha comunque inciso sulle operazioni staordinarie delle società.
Lo scorso anno è stato «effervescente» nella nostra provincia sotto il profilo delle fusioni ed acquisizioni, e ha visto mettere a segno ben 45 operazioni che hanno coinvolto società con sede legale in provincia di Brescia. Stiamo parlando delle attività di M&A (mergers and acquisitions) oggetto di una indagine realizzata da Kpmg, la rete di consulenti specializzati nella revisione e organizzazione contabile, nei servizi fiscali, legali e amministrativi. Il trend in Italia. A livello nazionale nel 2022 sono state messe a segno 1.265 operazioni di M&A per un valore totale di 84 miliardi di euro, numero in crescita rispetto alle 1.214 del 2021, anno che aveva segnato il record in termini di valore (100 miliardi di euro).
Di queste ben 442 sono acquisizioni di società italiane da parte di investitori stranieri; 215 le acquisizioni fatte da italiani in terra straniera; 608 quelle avvenute tra società italiane. «La Lombardia con 650 operazioni ed un controvalore dichiarato di 27,1 miliardi, ha rappresentato un vero record sia in termini di volumi sia di valori - spiega Monica Mazzotti, partner di Kpmg a Brescia -. L’entità delle operazioni è sottostimata visto che l’analisi sull’attività M&A è basata su dati pubblici, ma non sempre viene indicato un controvalore dell’operazione. Delle 650 transazioni, i settori maggiormente coinvolti sono stati quelli di energia e utilities, seguiti dal comparto industriale e i servizi finanziari». Entrando nel dettaglio, le acquisizioni di società lombarde da parte di investitori stranieri sono state 175, mentre quelle di lombardi verso realtà estere si sono fermate a 98».
La panoramica a Brescia
Nel decennio 2013-2022 la nostra provincia ha totalizzato 290 operazioni di M&A per un controvalore di circa 3,6 miliardi (anche in questo caso il valore è decisamente sottostimato). Il picco si è registrato nel 2021, con 54 tra acquisizioni e fusioni (controvalore di 800 milioni il più alto del decennio), ma il 2022 non è stato da meno con 45 transazioni. «Analizzando i 290 "deal" bresciani si segnala una forte presenza di operatori corporate - dichiara Mazzotti - che rappresenta il 72% degli investitori, seguito dal private equity che rappresenta il 13% del mercato M&A della provincia».
Entrando nel dettaglio, nel 2022 sono 10 le società bresciane acquisite da realtà estere; sei le acquisizioni di realtà straniere da parte di imprenditori bresciani; mentre tre sono le società che si sono quotate all’Euronext Growth Milan: si tratta di Bellini Nautica (settore nautica di lusso), Pozzi Milano (complementi d’arredo e per la tavola) e la Saccheria Franceschetti (packaging industriale in tessuto di rafia di propilene).
Le operazioni
Scorrendo l’elenco riportato qui sopra, si segnala il Fondo The Riverside Company che ha acquisito la maggioranza del Il Pastaio, storica azienda del settore alimentare che controlla, tra gli altri, i marchi Pastaio e Patarò. Pochi mesi dopo Il Pastaio ha rilevato la riminese Canuti Tradizione Italiana produttore di pasta surgelata per il canale della ristorazione. L’industriale resta il principale settore target a Brescia (21 deal, il 47%), a dimostrazione della forte dinamicità della nostra manifattura.
Su questo fronte si segnala l’acquisizione da parte della quotata Sabaf del gruppo P.G.A. che opera da 25 anni nel campo della progettazione ed assemblaggio di schede elettroniche per elettrodomestici e IoT. Di peso l’acquisizione del 100% di Ruag Ammotec, colosso europeo delle munizioni leggere, da parte di Beretta Holding. Ma anche Nuova Defim, società del gruppo Feralpi, che ha rilevato la spagnola Saexpa, società specializzata nelle soluzioni destinate al mondo della logistica.
«Preda» di investitori esteri invece la storica Gemme Italian Producers di Castegnato, proprietaria del marchio Lelit di elettrodomestici e macchine del caffè, acquisita dal colosso australiano Breville Group Limited per un valore di 100 milioni. Il gruppo Clerici, leader sul mercato italiano nella distribuzione di prodotti idrotermosanitari e arredobagno ha acquisito il 100% del capitale della padovana HydrossTico; mentre l’imprenditore Giuseppe Bellandi, attraverso Giulia Holding, ha acquisito la maggioranza del gruppo Autorotor di Crema.
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