Cultura

Ubaldo Pantani: «Lapo e altre imitazioni: così ridiamo di noi stessi»

Nadia Lonati
L'attore e comico sarà domani sera al Centro Lucia di Botticino con il suo spettacolo teatrale «Inimitabile»
Ubaldo Pantani torna domani sul palco di Botticino - © www.giornaledibrescia.it
Ubaldo Pantani torna domani sul palco di Botticino - © www.giornaledibrescia.it
AA

Dall’Ariston al Centro Lucia, con l’obiettivo di far ridere, attraverso una molteplicità di volti parodiati, noti e non, che molto hanno da dire anche di noi. Le luci del teatro di via Alighieri 15 a Botticino Sera, domani sera alle 21, saranno tutte per Ubaldo Pantani e il suo spettacolo, già tutto esaurito, «Inimitabile». Ne abbiamo parlato con l’attore, nonché comico (prima in tv che sul palcoscenico), volto noto, tra gli altri, del Tavolo di «Che tempo che fa» e del GialappaShow.

Lei è reduce dalla co-conduzione al Festival di Sanremo: quello dell’Ariston è davvero un palco così pesante da sostenere come si dice?

«È sorprendente e imprevedibile. Ho avuto la fortuna, essendoci già stato anni prima, di sapere un po’ a cosa andassi incontro: il caos dietro le quinte, la macchinosità dell’evento e imprevisti e cambi di scaletta che costringono ad essere reattivi e belli svegli. Proprio questo contrasto tra la complessità dell’evento e l’alto tasso di imprevedibilità regala un’esperienza bellissima: è un po’ come per un calciatore trovarsi a giocare in Nazionale».

Dall’Ariston c’è ora il ritorno al Centro Lucia, come sarà?

«È un ritorno che si spera abbia lo stesso esito di Sanremo. Ci sono già stato qualche anno fa con uno spettacolo di teatro civile, dedicato a Bartali; ora vi approdo con una pièce comica che ha avuto uno studio teatrale due anni fa e che ha ancora Carlo Conti nel mezzo: è stato lui a spingermi a fare uno spettacolo comico. Fino a quel momento, a teatro, comico non lo ero mai stato. Mi sono buttato, e devo dire che sta andando molto bene, mi sto divertendo tanto e c’è una bellissima risposta di pubblico. Spero sia lo stesso anche a Botticino».

Che personaggi troveremo?

«Ci sarà Lapo con un ruolo importante, in due momenti precisi, e gli altri saranno menzionati, citati, tirati in ballo. Non mi travesto, ma li passo in rassegna: non tutti gli oltre cinquanta fatti negli anni, ma quasi. E anche qualche inedito, qualcuno rimasto nell’ombra, ve ne saranno poi due che corrispondono a protagonisti del mondo contemporaneo: il preventivista e la commessa, due categorie merceologiche e dell’anima».

Quanto lo spettatore ridendo di loro lo fa di sé?

«Ognuno ci si ritrova, i difetti delle maschere ricalcano i nostri, ci si vede faciloneria, vanità, supponenza, tutte le debolezze che il teatro porta a galla. E serve a tutti, perché ridiamo di questi tipi, ci riconosciamo, o li possiamo usare da deterrente per non diventare come loro».

Come nascono le imitazioni? Ce n’è una alla quale è più legato?

«Ci deve essere qualcosa che mi fa ridere, di un riso amaro, o devo intravedere il senso del ridicolo in chi poi decido di parodiare. Sono legato a tutti, ma se li considero una squadra il capitano lo faccio fare a Lapo, tra i più vecchi e con più presenze. Il segreto è che mi diverto tanto, e credo si veda».

La data di domani, come altre, è già sold out...

«Ne sono veramente contento. Il Centro Lucia è bellissimo, particolare, ha un palco stupendo: non vedo l’ora di tornarci».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.