Cultura

Tozzi a Brescia, cinquant’anni in venti canzoni: la fotogallery

Nell’Arena Campo Marte i brani celebri, ma anche di nicchia, riproposti con una «cura acustica»
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TOZZI CHIUDE IL SUMMER MUSIC
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Cinquant’anni di carriera dagli esordi negli Off Sound ai giorni nostri, riassunti in una ventina di canzoni, la più «antica» delle quali («Donna amante mia», che risale al 1976) ha aperto ieri sera nell'Arena Campo Marte il live di Umberto Tozzi, organizzato dal Cipiesse nell’ambito del «Brescia Summer Music 2021».

Davanti a circa novecento persone, il sessantanovenne cantautore torinese ha rivisitato alla chitarra e al pianoforte brani notissimi e pezzi meno conosciuti del suo repertorio, ottimamente assecondato nel suo progetto «intimista» da Elisa Semprini al violino e ai cori, Daniele Leucci alle percussioni e Gianni Vancini al sax e alle tastiere.

  • Umberto Tozzi in concerto a Brescia
    Umberto Tozzi in concerto a Brescia
  • Umberto Tozzi in concerto a Brescia
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  • Umberto Tozzi in concerto a Brescia
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  • Umberto Tozzi in concerto a Brescia
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  • Umberto Tozzi in concerto a Brescia
    Umberto Tozzi in concerto a Brescia
  • Umberto Tozzi in concerto a Brescia
    Umberto Tozzi in concerto a Brescia

E la «cura acustica» ha giovato sia ai più grandi successi di Umberto Tozzi (il quale, va ricordato, ha venduto qualcosa come ottanta milioni di dischi in tutto il mondo), sia a canzoni che si potrebbero definire «di nicchia». Tornando a «Donna amante mia», è pure il titolo del primo album di Tozzi, da cui Umberto ha proposto non soltanto la title track, ma - subito dopo - anche «Io camminerò» (scritta per il «nostro» Fausto Leali e incisa lo stesso anno da Mina) e la delicata «Il marinaio delle stelle», con almeno un paio di versi che meritano la citazione: «Il marinaio delle stelle ha un tatuaggio di brillanti sulla schiena/e non vederlo è la sua pena». Pezzi celebri. Ovviamente il concerto, intitolato semplicemente «Songs», non poteva però prescindere, e non lo ha fatto, da canzoni celebri in tutto il mondo come la «Gloria» coverizzata da Laura Branigan, con cui si è chiuso lo spettacolo, e naturalmente «Ti amo»: a proposito, ha fatto un certo effetto sentirla cantare da un pubblico non certo di primissimo pelo, dopo che giovedì scorso - sempre a Campo Marte - era stata intonata dai giovanissimi fan di Sangiovanni. Detto di «Gloria» e «Ti amo», alla «Top Tozzi» non potevano mancare, e non sono mancate «Si può dare di più» (con la quale il cantautore ha vinto il Festival di Sanremo nel 1987, in trio con Enrico Ruggeri e Gianni Morandi), «Dimentica dimentica«, «Notte rosa» e la «Gente di mare» del duetto con Raf del 1987. Attuale. Per non dire di «Gli altri siamo noi», che Umberto lanciò nel 1991 dal palco del teatro Ariston - dove la reinterpretò Howard Jones, ribattezzandola «Other People Are Us» -, con un (all’epoca poco compreso) testo antirazzista e per il rispetto delle diversità, che sembra essere stato scritto l’altro ieri: dalle «famiglie di operai licenziati dai robot» agli «zingari dell'Est in riserve di periferie», per non dire di «Siamo tutti vittime e carnefici tanto prima o poi».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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