Cultura

Stemmi e genealogie di 700 famiglie: la storia di cognomi bresciani scritta da un rovatese

Alberto Fossadri, 34 anni, è autore di «Origine delle famiglie e dei cognomi bresciani», frutto di una lunga ricerca
Al lavoro sulle filze degli antichi atti notarili
Al lavoro sulle filze degli antichi atti notarili
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«Origine delle famiglie e dei cognomi bresciani», in uscita a fine maggio (prevendite già disponibili a 25 euro sul sito di Gam Editrice, www.gamonline.it) è l’ultima fatica del 34enne storico rovatese Alberto Fossadri

Geometra nella vita quotidiana - si occupa in particolare di sicurezza sul lavoro -, Fossadri è rimasto folgorato sulla strada della storia locale una dozzina d’anni fa, attraverso il corso di avviamento alla ricerca storica tenuto a Rovato da don Giovanni Donni. Ora il giovane, nativo di frazione Duomo, ha deciso di ricostruire in dettaglio la storia e le origini di poco meno di un migliaio di famiglie bresciane: dai Gambara ai Ferrari, dai Nember agli Arici, dai Lancini ai Beretta. E ancora: Bosio, Bettoni, Vezzoli, Ugoni, Archetti, Pagani, Ducoli, Inverardi... un elenco sterminato, quello messo in fila da Fossadri, capace di fare rivivere la Brescia che fu, che era e che - forse - sarà.

Un'enciclopedia di cognomi

«Il libro - spiega l'autore - ricostruisce con agili schede la storia dei cognomi e quindi delle famiglie bresciane, riportandone gli stemmi, dove presenti. L’opera arriva a coprire oltre 700 cognomi bresciani, con 200 stemmi, tutti di famiglie del territorio, scavandone l’origine etimologica e geografica sulla base di una vasta documentazione archivistica e bibliografica. Ogni scheda rappresenta un sunto di ricerche genealogiche e storiche sul tema, fornendo le fonti per gli approfondimenti e confutando su base documentale tutte le inesattezze dei classici dizionari dei cognomi».

Gli stemmi araldici dello Stemmario Trivulziano
Gli stemmi araldici dello Stemmario Trivulziano

L’analisi di Fossadri, vero e proprio appassionato del tema, offre uno spaccato forse unico sulla brescianità: «Cerco di capire - aggiunge il 34enne - o quantomeno di offrire spunti sul perché della diffusione nei secoli dei singoli cognomi. Per ogni famiglia ho poi cercato di indagare anche quei profili che ne hanno determinato la fortuna... o la cattiva sorte. Lo scopo di questo progetto, di cui il libro è una prima pubblicazione, è quello di costruire nel tempo una vera e propria enciclopedia delle famiglie bresciane, spaziando dalle grandi casate nobiliari alle più povere famiglie contadine».

Romanzi e social sulle famiglie bresciane

Una prima esperienza, al riguardo, Fossadri l’ha già messa in atto nel 2020, ricostruendo in un libro la «Storia della famiglia Zani di Rovato». Sempre nel 2020 il geometra-storico-scrittore aveva dato alle stampe «Congiure in Franciacorta», un fitto romanzo storico ambientato nell’Ovest Bresciano lungo buona parte del XV secolo. I tempi sono quelli della signoria bresciana di Pandolfo III Malatesta, fino all’arrivo prima dei Visconti e poi della Serenissima Repubblica di Venezia, tra intrighi di palazzo, storie di vita quotidiana e grandi battaglie, come quella del 12 ottobre 1427 a Maclodio, che segnò la fine delle ambizioni milanesi sul territorio bresciano. 

Storie locali, ma non per questo minori, che Fossadri scopre e racconta ogni giorno anche attraverso la seguita pagina Facebook e il blog «Brescia Genealogia», dove non mancano le chicche. L’ultima, in ordine di tempo, l’inedita planimetria del Castello di Rovato scovata all’Archivio di Stato di Brescia. Il documento, risalente al Settecento, ricostruisce con precisione distanze, mura e torrioni, portando alla luce anche il tentativo di alcuni imprenditori veneziani dell’epoca di trasformare spalti e fosse rovatesi in piantagioni di gelsi, per importare anche nella capitale della Franciacorta la produzione della seta.

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