Sanremo 2022, Aua: «Nel 2001 il mio debutto fu una centrifuga»

La gardesana dei Pincapallina oggi tifa per Blanco, il cantautore 18enne di Calvagese che stasera si esibirà con Mahmood
Daniele Ardenghi

Daniele Ardenghi

Giornalista

Annalaura Avanzi, cantante e musicista di Desenzano - Foto © www.giornaledibrescia.it
Annalaura Avanzi, cantante e musicista di Desenzano - Foto © www.giornaledibrescia.it

Qualcosa non conosce epoca: il talento. Qualcos’altro, invece, nel giro di un ventennio è completamente cambiato. Ossia il modo di strutturare il percorso di un artista fin dai primi passi. È il pensiero di Annalaura Aua Avanzi.

Gardesana di Desenzano, nel 2001 aveva vent’anni e cantava nella band Pincapallina, con cui gareggiò al Festival di Sanremo tra i Giovani. Blanco, oggi esordiente nella 72esima edizione della rassegna canora, ne compirà a breve 19. Pure lui benacense, di Calvagese, poggerà i piedi sulle assi dello stesso palcoscenico.

Le prospettive con cui Aua e i Pincapallina si affacciavano alla vetrina più importante della musica italiana, tuttavia, erano totalmente differenti. «Quella settimana era l’unica occasione per provare a ottenere una notorietà di un certo livello» racconta la musicista, oggi avvocata, ma ancora protagonista in un progetto pop e sperimentale in cui è coinvolto anche il marito Federico Donati.

«Un artista molto bravo e intraprendente come Blanco - prosegue - può crearsi una rete di collaborazioni, che nascono anche da una commistione che a inizio anni Duemila non era possibile: quella tra le produzioni underground e il mondo delle major. Al di là delle vetrine offerte dalla multimedialità, c’è tutto un mondo di interscambi di figure e competenze professionali che possono mettere una persona di talento su binari che agevolano la via verso il successo. Penso, ad esempio, al grande connubio tra la voce e l’immagine di Blanco e la creatività del producer Michelangelo».

Qualcosa non cambia, si diceva. Il talento, se è abbondante, fa la differenza in ogni epoca. Ma immutabile - anche nello scorrere dei decenni - può essere pure l’emozione che un ragazzo, già famoso o sconosciuto che sia, prova nel calcare il palco dell’Ariston. «Io ero terrorizzata, e in realtà non mi rendevo nemmeno ben conto di quello che stava accadendo. Per noi fu una centrifuga. Ma ammetto di avere un debole per Blanco. E sono certa che saprà esibirsi in modo molto convincente».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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