Rapuzzi negli atelier degli artisti fotografa l'atto creativo

Tra i «Patrimoni» a cui è dedicata la VI edizione del Brescia Photo Festival, l’Associazione Artisti Bresciani (AAB) ha pensato bene di inserire anche un prestigioso archivio, quello dell’ormai storico Foto-Studio Rapuzzi, e gli atelier di alcuni dei più importanti artisti bresciani, che sono stati oggetto di una singolare esplorazione da parte dei fratelli Marco e Matteo Rapuzzi negli ultimi anni, molti dei quali già proposti in una serie di articoli dalla rivista «AB - Atlante Bresciano».
La mostra. Nella mostra «Studi d’artista. Atelier di artisti bresciani nelle immagini del Fotostudio Rapuzzi», che si inaugurerà dopodomani, sabato 5 giugno, nello spazio espositivo di vicolo delle Stelle in città (il catalogo è pubblicato dall’editrice Grafo), si propone così, anche grazie ad un testo introduttivo di Giovanna Galli, una interessante ricognizione degli studi di molti tra i più significativi artisti del territorio, legati a vario titolo alla storia dell’Associazione Artisti Bresciani e, quindi, alla storia culturale della città.

Protagonisti. I protagonisti sono una ventina di pittori e scultori, ognuno "raccontato" attraverso tre scatti, stampati a colori su carta speciale in formato 30 x 40 cm.: ne risulta una carrellata di immagini, nella quale i soggetti sono diversi: «gli artisti, i loro gesti e i loro sguardi concentrati, gli ambienti, le luci e le ombre, i colori e i volumi, le opere con la loro eloquenza cromatica o formale, gli attrezzi del mestiere, vernici e pennelli, tavolozze, tele, terre modellate o in attesa di esserlo, fogli e bozzetti, libri e stampe, e anche i profumi o gli odori intensi, i rumori e le musiche che non si possono sentire, ma che possiamo comunque percepire, come componenti importanti delle atmosfere catturate e restituite grazie alla tecnica sapiente del fotografo».
Una storia. Lo Studio Fotografico Rapuzzi, fondato nel 1960 da Franco Rapuzzi ed ereditato, alla sua scomparsa nel 1993, dai figli Marco e Matteo, è specializzato nella documentazione artistico-architettonica di Brescia e provincia , con una collaborazione attiva sin dagli anni Settanta con i Civici Musei di Arte e Storia. Le competenze professionali dei titolari e una particolare sensibilità per l’arte hanno favorito una lunga serie di rapporti non solo professionali, ma anche di amicizia, con tanti autori. Al vasto archivio dello Studio Rapuzzi si sono aggiunte - negli anni - diverse testimonianze di quei luoghi pieni di fascino che sono gli atelier artistici. I fotografi, con il loro sguardo esperto, hanno provato a raccontare il mondo particolare che ruota intorno all’attività di questi pittori e scultori, accedendo ai loro spazi privati, soffermandosi sugli ambienti e sulle atmosfere che li caratterizzano, e catturando con l’obiettivo i loro sguardi e i loro gesti, al fine di fissare nel ricordo quel lungo processo creativo, che nasce dal talento e dalla fatica e che è per ognuno di loro unico ed irripetibile. Maestri. Accanto ad alcuni maestri ormai scomparsi, il cui ricordo viene qui una volta di più celebrato (si tratta ad esempio di Antonio Stagnoli, di Don Renato Laffranchi e di Remo Bombardieri - ritratto con il figlio scultore Stefano Bombardieri-), la mostra ha per protagonisti autori di diverse generazioni e con differente background.
Si tratta di personaggi, le cui diverse fisionomie artistiche appaiono riassunte negli scatti esposti: i nomi sono quelli di Giuseppe Bergomi, Giuseppe Gallizioli, Giusy Lazzari, Iros Marpicati, Felice Martinelli, Cesare Monaco, Elena Monzo, Gianpietro Moretti, Giulio Mottinelli, Paolo Petrò, Carlo Pesacatori, Giuseppe Rivadossi, don Luigi Salvetti, Livio Scarpella, Enrico Schinetti, Federico Severino. Il percorso della mostra si chiude con un omaggio storico ad Angelo Zanelli (1879-1942), con alcune immagini che appartengono all’Archivio Fotografico dei Civici Musei di Brescia. La mostra sarà aperta fino al 23 giugno, tutti i giorni dalle 16 alle 19.30, chiuso il lunedì.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
