Il 24 marzo del 1944, in via Ardeatina a Roma, 335 italiani vennero uccisi per rappresaglia dalle SS guidate da Herbert Kappler. Tra gli ufficiali tedeschi che spararono alla nuca dei martiri delle Fosse Ardeatine vi erano Borante Domizlaff e Karl Hass. Il primo, processato con Kappler nel 1948, fu assolto dal tribunale militare italiano «per aver agito in base a un ordine superiore che non sapeva essere illegittimo».
Il secondo si inabissò in una vita di espedienti, lavorando anche per i servizi segreti americani, e solo a metà degli anni Novanta fu arrestato e condannato all’ergastolo.



