Pisu e Formicola: «A Manerbio portiamo in scena il pubblico»

La tranquilla vita fatta di pettegolezzi e chiacchiere in un salone da coiffeur (frequentato da personaggi impazienti, ambigui, eccentrici e snob) viene interrotta dall’assassinio di una vecchia pianista, che vive al piano di sopra. E vi è la necessità di arrivare alla soluzione del caso quanto prima, decretandone il colpevole. Ma per farlo occorre l’aiuto del pubblico-spettatore, l’unico testimone dei fatti accaduti.
È con questo format originale che Max Pisu, volto noto della tv per i suoi molteplici ruoli, e Nino Formicola, consolidato uomo di teatro, protagonisti di «Forbici & follia», daranno vita a un coinvolgente e appassionante spettacolo, in scena questa sera (giovedì) alle 21 al teatro Politeama di Manerbio (biglietti da 26 euro; info 030.9381567).
Abbiamo raggiunto i due attori mentre sono impegnati a portare in tour per l’Italia la pièce di Paul Pörtner, nella versione italiana di Marco Rampoldi e Gianluca Ramazzotti.
Max, Nino, lo spettacolo miscela i diversi generi che più appassionano gli spettatori: commedia brillante, giallo, dramma, improvvisazione, cabaret, interazione con il pubblico...
Sì. Dopo una parte di spiegazione successiva all’omicidio della signora, entra in gioco il pubblico che avendo osservato fino a quel punto tutto ciò che è successo, diventa testimone e quindi partecipa in modo concreto all’indagine del commissario. Alle spalle vi è tutta una storia di ricostruzioni nelle quali si sbaglia anche appositamente nel dare indicazioni al pubblico; e il pubblico, quindi, interviene in modo anche veemente per puntualizzare quello che è invece ritiene sia successo.
In sostanza, l’epilogo dell’indagine sarà inedito, variando di rappresentazione in rappresentazione?
Esattamente; la prima parte è sempre uguale, poi il pubblico prende direzioni diverse in base alle domande che pone. In questo gioco di coinvolgimento, gli spettatori potranno anche interrogare i sospettati e, alla fine, saranno proprio loro ad abbozzare un’idea di chi potrebbe essere stato l’assassino. A decidere di chi possa essere la mano che ha ucciso la povera signora Migliavacca lo stabilirà il pubblico medesimo.
Si tratta di un coup de theatre che abbatte la quarta parete tipica delle rappresentazioni teatrali?
Proprio così: ad un certo punto dello spettacolo, il “muro immaginario” posto di fronte al palcoscenico attraverso cui si osserva l’azione, viene meno. E così lo spazio oltre la quarta parete si fa parte integrante a tutti gli effetti di ciò che viene rappresentato.
Max Pisu, lei è nato cabarettista, poi è divenuto attore in tv, ora in teatro. Prossimamente?
Il contatto diretto con il pubblico mi appassiona assai, perché auspico sempre che chi viene a teatro esca dalla sala portandosi via una risata, un momento di ilarità. Sono pronto a cogliere le occasioni professionali che si presenteranno.
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