Papaleo: «Sono un pigro con l’ambizione di essere un poeta»
Esce da solo sul palco e presenta la sua intervistatrice, Maddalena Damini, che corteggia scherzosamente; si mette in posa per i fotografi («Dal vivo sono più bello»), seduce con ironia sorniona il «meraviglioso pubblico» che riempie l’auditorium San Barnaba. Rocco Papaleo ha conquistato molti applausi ieri a Librixia, dove ha presentato «Perdere tempo mi viene facile» (Mondadori, 300 pp., 19 euro), la sua «autobiografia musicata di un meridionale in libera uscita».
Musica
Attore, regista, musicista, scrittore («la mia vera qualifica: impostore») Papaleo ha raccolto nel libro riflessioni, racconti, aneddoti e anche testi di canzoni che si possono ascoltare inquadrando un QR Code. Il filo conduttore della sua vita, dichiara, è la musica: finora ha registrato due album. «Avevo voglia di fare un disco nuovo, ma ormai fare dischi è diventato velleitario; in Italia, poi, se sei attore non puoi essere anche musicista. Allora ho pensato di fare un libro musicale. Poi mi sono appassionato perché scrivere mi piace, anche se non sono proprio uno stakanovista».
Si presenta infatti come un indolente che pratica la «strategia dell’umiltà»: «Un pigro può fare tranquillamente l’attore, che ci vuole? Non sono superficiale, ma neanche di quelli che passano le giornate a lambiccarsi il cervello su come fare. Sono molto istintivo».
Regia
È diventato però anche un regista di successo, con «Basilicata coast to coast» (quattro David di Donatello nel 2010). Alla fine dell’estate prossima ha in programma il nuovo film: «C’è già la sceneggiatura, per me la più bella che abbiamo scritto». Ma non dimentica il gioco dell’umiltà: «Sono cosciente che la fortuna ha giocato un ruolo determinante nella mia vita. Ho qualche merito per “Basilicata”, ma è vero che ha piovuto nei primi due weekend e la gente è andata di più al cinema…».
A Brescia, tra ricordi e battute, è emersa la sensibilità dell’artista capace di affermare: «La mia ambizione è di essere un poeta» o «Tutti i giorni spero di innamorarmi». Ma anche di stemperare ogni dichiarazione: «Conta l’umanità che trapela da un artista, quella spinta che commuove, fa ridere e piangere… io, per esempio».
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