Cultura

Quarant’anni per un reportage: i Kodo e il Giappone di Mucciarelli

L’artista ha fotografato l’ensemble giapponese di tamburi taiko nel 1984 e nel 2024: esporrà gli scatti e le opere d’arte che ne sono nate in una mostra-anteprima a Brescia
Uno degli scatti del 2024 - Foto Paolo Mucciarelli
Uno degli scatti del 2024 - Foto Paolo Mucciarelli
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Ci sono voluti quarant’anni perché il progetto fotografico di Paolo Mucciarelli dedicato al Giappone trovasse il suo compimento. Era il 1984 quando l’artista bresciano fotografò a Milano l’ensemble taiko Kodo. Ma solo nel 2024 è riuscito a completare il reportage sull’isola di Sado.

Il gruppo Kodo, il cui nome significa «battito del cuore» ed «emozione infantile», nacque proprio lì, sull’isola di Sado. Den Takayasu fondò un gruppo dedicato alle percussioni in una vecchia scuola abbandonata. I tamburi taiko sono legati ai riti sciamanici e alle feste popolari giapponesi, i matsuri, e vengono usati ancora oggi nei santuari shintoisti per onorare le divinità, i kami.

Il primo incontro

«Nel 1984 li ho incontrati per la prima volta a Milano, al Teatro della Triennale. Li fotografai e registrai qualche video. Tra le prime file ero pronto con la mia Yashika e una pellicola Trixpan sovraesposta a 3.600 Asa. Quello che apparve negli acidi della camera oscura mi lasciò emozionato, ma il lavoro incombeva, archiviai i negativi e la professione si riappropriò del mio tempo. Dopodiché quando tornarono nel 1995 preparai una cartella, che consegnai al direttore artistico. Furono molto contenti: consideravano l’Italia una piazza difficile e vedevano questo gesto come un buon auspicio. Sa com’è, i giapponesi sono molto attenti a questi segni. In quell’occasione, mi permisero di fotografare le prove al Teatro Smeraldo», racconta Mucciarelli. «Un mese dopo ricevetti un invito per andare in Giappone, ma purtroppo in quel periodo la mia vita aveva preso una piega difficile: impegni professionali e familiari bloccarono tutto».

Le prime fotografie nel 1984 - Foto Paolo Mucciarelli
Le prime fotografie nel 1984 - Foto Paolo Mucciarelli

La malattia e il Giappone

Poi, nel 2023, Mucciarelli ha affrontato una malattia grave con un’operazione al cuore. «Durante i momenti di incoscienza sognai medici e infermieri giapponesi. Mi svegliai dall’intervento un bel po’ stralunato, sentivo che qualcosa non andava, stavo ancora molto male dentro di me. L’anno successivo ho ricevuto una comunicazione dai Kodo: si trovavano di nuovo a Milano».

E così Mucciarelli li ha fotografati nuovamente al Teatro Dal Verme, esattamente quarant’anni dopo il primo incontro, realizzando in seguito anche dei photocrayon, e cioè foto disegnate su carta, con pastelli, carboncino e matite.

«C’era soltanto un membro della formazione originale, ma mi hanno rinnovato l’invito in Giappone. Così ho comprato il biglietto e sono partito». Un viaggio che non gli ha permesso solo di concludere il reportage fotografico: «Mi sono confrontato con i miei demoni interiori, quelli che durante il periodo difficile mi avevano segnato profondamente».

Una delle comunicazioni ricevute da Mucciarelli
Una delle comunicazioni ricevute da Mucciarelli

Il fumetto

Il confronto ha dato vita anche a un fumetto. Dopo aver seguito appositamente un corso accademico alla Scuola Comics di Brescia, Mucciarelli ha sviluppato una storyboard per un graphic novel, trasformando la storia in qualcosa di nuovo.

«Lì protagonista è un personaggio chiamato Nomo. «È lui a cercare i demoni del suo intimo. Insieme a un samurai parte alla loro ricerca su un’isola dove si svolge un antico rito con le candele durante il quale ci si raccontano storie dell’orrore». Nel racconto, anticipa Mucciarelli, Nomo si imbatte in creature chiamate Yokai, i mostri giapponesi delle leggende, che popolano l’isola di Sado, esattamente la stessa su cui si è recato per fotografare i Kodo. «Attraverso Nomo li combatto e cerco di sconfiggerli una volta per tutte».

Il reportage ora è diventato una mostra che Paolo Mucciarelli ha intenzione di fare girare in tutta Italia e, chissà, magari anche in Giappone. A Brescia domani sera (sabato 25 ottobre) ci sarà un’anteprima: una mostra pop-up allestita solo per una sera nello studio del fotografo Ottavio Tomasini in via dell’Argine 56.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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