Musica

Gli U2 ritrovano la voce contro le guerre e le ingiustizie del mondo

Ieri la band irlandese ha pubblicato, a sorpresa, l’ep «U2-Days Of Ash», anticipando l’album previsto entro la fine di quest’anno
Tutti per uno: gli U2 sono tornati - Foto di Anton Corbijn
Tutti per uno: gli U2 sono tornati - Foto di Anton Corbijn
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I bloody sunday sono lontani, echi sfumati di un passato di rabbia e dolore. Ma la voglia di schierarsi, di usare la musica come grimaldello per scardinare  i meccanismi di una belligeranza senza fine, quella non manca.

È con questo spirito che ieri hli U2 hanno pubblicato a sorpresa «U2-Days Of Ash», il nuovo ep della band, che comprende cinque nuove canzoni e una poesia. Si tratta di un progetto collaterale rispetto all’album previsto per la fine del 2026, dettato dalla necessità di dare una risposta immediata agli eventi globali e ispirata alle molte persone straordinarie e coraggiose che combattono in prima linea per la libertà.

Quattro dei cinque brani parlano di persone le cui vite sono state brutalmente stroncate negli Usa, in Israele, in Iran. Un soldato (ucraino) che preferirebbe cantare, ma è pronto a morire per la libertà del suo Paese. Questi i titoli dei brani: American Obituary, The Tears Of Things, Song Of The Future, Wildpeace, One Life At A Time e Yours Eternally (in collaborazione con Ed Sheeran & Taras Topolia).

Le parole

«È stato emozionante ritrovarci tutti e quattro insieme in studio nell’ultimo anno... Le canzoni di Days of Ash sono molto diverse per atmosfera e tema da quelle che inseriremo nel nostro album più avanti nel corso dell’anno – ha raccontato Bono –. Questi brani dell’Ep non potevano aspettare; erano impazienti di essere diffusi al mondo. Sono canzoni di sfida e sgomento, di lamento. Seguiranno canzoni di festa, ci stiamo lavorando adesso... perché nonostante tutte le cose terribili che vediamo normalizzate ogni giorno sui nostri piccoli schermi, non c’è nulla di normale in questi tempi folli e esasperanti e dobbiamo opporci prima di poter tornare ad avere fiducia nel futuro. E l’uno nell’altro».

Dal canto suo, il batterista della band Larry Mullen Jr., si è detto molto soddisfatto del lavoro pubblicato: «Credo che queste nuove canzoni siano all’altezza dei nostri dischi  migliori. Fin dai nostri esordi, quando collaboravamo con Amnesty o Greenpeace, non abbiamo mai esitato a prendere posizione e a volte questo può creare qualche problema, perché c’è sempre una sorta di contraccolpo, ma è una parte importante di ciò che siamo e del motivo per cui esistiamo ancora». «Crediamo – ha aggiunto The Edge – in un mondo in cui i confini non vengono cancellati con la forza. In cui la cultura, la lingua e la memoria non vengono messe a tacere dalla paura. In cui la dignità di un popolo non è negoziabile. Questa convinzione non è temporanea. Non è una moda politica. È il terreno su cui poggiamo i piedi».

Ispirazione reale

American Obituary racconta lo scioccante evento a cui il mondo ha assistito a Minneapolis, Minnesota, il 7 gennaio 2026, quando Renée Nicole Macklin Good, madre di tre figli, è stata uccisa a distanza ravvicinata mentre esercitava il suo diritto di protestare pacificamente, un diritto protetto dal Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. Il titolo The Tears Of Things è tratto da un libro del frate francescano Richard Rohr, che attraverso gli scritti dei profeti ebrei esamina come sia possibile vivere con compassione in un’epoca di violenza e disperazione. La canzone immagina una conversazione tra il David di Michelangelo e il suo creatore. La protagonista del testo di Song of the Future è la sedicenne Sarina Esmailzadeh, una delle migliaia di studentesse iraniane che nel 2022 sono scese in piazza, dopo la morte di Jina Mahsa Amini in seguito al suo arresto da parte della «polizia morale» per non aver indossato l’hijab. One Life At A Time è stata scritta per Awdah Hathaleen, padre palestinese di tre figli. Attivista non violento e insegnante di inglese, Awdah è stato ucciso nel suo villaggio in Cisgiordania dal colono israeliano Yinon Levi il 28 luglio 2025. Awdah era consulente del documentario vincitore dell’Oscar No Other Land. In Yours Eternally Bono e The Edge sono affiancati alla voce dal musicista ucraino diventato soldato Taras Topolia e da Ed Sheeran. Nella primavera del 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, Bono e The Edge si sono recati a Kiev per suonare in una stazione della metropolitana su invito del presidente Zelensky. Un paio di giorni prima, Ed aveva messo in contatto Taras Topolia e la sua band Antytila, con Bono. E Taras è l’ispirazione dietro Yours Eternally, scritta sotto forma di lettera di un soldato in servizio attivo con uno spirito audace e vivace che ben si adatta all’Ucraina. Yours Eternally sarà accompagnato anche da un breve documentario di 4 minuti e mezzo diretto dal regista ucraino Ilya Mikhaylus, che uscirà il 24 febbraio, quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.

La copertina dell'EP pubblicato ieri dagli U2
La copertina dell'EP pubblicato ieri dagli U2

«Days of Ash» include una lettura di Wildpeace – una poesia dell’autore e poeta israeliano Yehuda Amichai – da parte dell’artista nigeriana Adeola delle Les Amazones d’Afrique, con musica degli U2 e di Jacknife Lee. L’Ep è accompagnato dal ritorno di Propaganda, rivista digitale in edizione limitata e con una tiratura cartacea limitata. Quarant’anni fa, nel febbraio 1986, il primo numero di Propaganda arrivò nelle cassette postali dei fan della band. La pubblicazione è intitolata «U2 - Days Of Ash: Six Postcards From The Present... Wish We Weren’t Here» e include interviste esclusive con il regista del corto Yours Eternally Ilya Mikhaylus e il produttore cinematografico Pyotr Verzilov, oltre al musicista e soldato Taras Topolia e allo stesso Bono

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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