Robert Plant è più folk che rock, ma la serata è magica
Molti spettatori in estasi, ieri sera al Teatro Clerici di Brescia, davanti a una leggenda del rock come Robert Plant. Per ascoltare quello che fu il frontman dei Led Zeppelin – tra le band più straordinarie di sempre – c’era il pubblico delle grandi occasioni, con molti intenditori e pure parecchi musicisti, locali e no (tra questi ultimi anche Zucchero).
Il progetto
Il progetto «Saving Grace» è nato per volontà di Plant nel 2019 ed è stato realizzato con il featuring della bravissima cantante Suzi Dian (che per sovrappiù suona egregiamente il basso e la fisarmonica) e musicisti come Oli Jefferson (batteria, percussioni), Tony Kelsey (mandolino, baritono, chitarre) e Matt Worley (banjo, chitarre).
È caratterizzato da atmosfere dichiaratamente folk e tuttavia guarda generosamente a sonorità black e apre finestre nel repertorio dei Led Zeppelin, anche se evita le hit più celebri (Stairway To Heaven, Dazed and Confused e dintorni, per intenderci), tirando invece a lucido brani comunque di livello quali Four Sticks (dall’album Led Zeppelin IV, del 1971), la solidale Friends (da Led Zeppelin III, del 1970), la melodiosa ballad Rain Song (da The Song Remains the Same, disco datato 1973).

Il resto sono canzoni estratte dalla produzione solista di Plant (Win My Train Fare Home, Let the Four Winds Blow), un trittico di traditional (in apertura The Cuckoo, incentrata sul suono del mandolino, più avanti As I Roved Out e anche Gallows Pole, che già i LZ avevano inciso) e molte cover lontanissime per stile e provenienza, da Everybody Song dei Low alla incredibile It’s a Beautiful Day, Today dei Moby Grape, passando per For the Turnstiles di Neil Young, Orphan Girl di Gillian Welch e House of Card dei Fairport Convention.
L’alchimia
Eppure, nonostante questa apparente eterogeneità della materia, la percezione è opposta: quella di un’alchimia favorita dalla puntualità degli arrangiamenti e dalla perizia con la quale un gruppo sontuoso doma il sound e lo rende infine omogeneo, al servizio di una voce che rimane notevole, come se nessuno le avesse ricordato età (gli anni sono 76) ed acciacchi, ancora in sintonia con la riccia chioma che resta (abbastanza) folta e (grigiamente) ribelle. E se qualcuno avrebbe voluto magari più rock e più Led Zeppelin, per tanti è stata una serata magica, di grazia.
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