Nasce nel Bresciano la colonna sonora dal vivo per il «cartoon» internazionale

Un’orchestra di 52 «voci» al lavoro a Castrezzato da Cavalli Musica. «Il digitale non può offrire questo tipo di sonorità»
Daniele Piacentini
Il maestro Marco Fedalto, direttore e compositore - © www.giornaledibrescia.it
Il maestro Marco Fedalto, direttore e compositore - © www.giornaledibrescia.it

Da Castrezzato alle tv di mezzo mondo, nella tradizione della grande musica dal vivo, dell’animazione cinematografica e di… Gandhi. Da Cavalli Musica - dal 1979 il tempio (non solo) locale per il mondo delle sette note - si sono dati appuntamento nei giorni scorsi gli oltre cinquanta musicisti professionisti dell’Orchestra filarmonica italiana. Obiettivo: registrare la colonna sonora della serie tv «The Black Diamond Race».

Nove episodi da 45 minuti l’uno, prodotti dal Gruppo Alcuni con Rai Kids, Motion Pictures, la spagnola Rtve e l’indiana Broadvision Perspective, che ruotano attorno al mondo delle corse automobilistiche tra Europa e India, negli anni in cui milioni di persone iniziano a radunarsi attorno alla figura del Mahatma per chiedere l’indipendenza dalla Corona britannica.

Il lavoro

Per la colonna sonora dal vivo dell’intera serie è stato scelto l’Auditorium di via Artigiani: 300 metri quadrati dall’acustica impeccabile e con un’insonorizzazione di livello professionale. «Il palcoscenico ideale - spiegano alcuni degli orchestrali, intercettati nelle brevi pause tra una prova e l’altra - per registrazioni di alta qualità e prove di queste dimensioni». Per ottenere il suono perfetto, i ritmi della produzione musicale che si è chiusa nelle scorse ore sono stati serratissimi: due sessioni da tre ore ciascuna, una nel pomeriggio e l’altra in serata, un giorno dopo l’altro. Un tour de force anche fisico («niente condizionatori accesi, si rischia sempre un’interferenza nelle frequenze di alcuni strumenti» spiegano musicisti e tecnici) per un lavoro che è quasi un unicum ai tempi di regie virtuali e digitale.

Per il regista, Sergio Manfio, sono tuttavia proprio le «sporcature, le piccole imperfezioni che solo le registrazioni dal vivo sanno regalare, a trasmettere esattamente quello che mi immaginavo nell’ideare il commento musicale dell’opera». Gli fa eco il produttore esecutivo Francesco Manfio: «Abbiamo sempre preferito far eseguire all’orchestra le musiche delle nostre produzioni, perché le sonorità che sono in grado di creare 52 musicisti non sono assolutamente paragonabili a quelle prodotte digitalmente». Tra i tanti musicisti di altissimo livello richiamati nel Bresciano c’è anche il primo violino, Lavinia Tassinari: «Quando sono stata contattata per eseguire le musiche, ho subito pensato all’Orchestra filarmonica italiana, un’equipe di straordinari professionisti in grado di dare voce con i loro strumenti ai tantissimi registri che un lavoro così complesso richiede».

Spazio e tempo

Le musiche si muovono infatti lungo due assi, quello spaziale e quello temporale. Il lavoro di composizione e direzione, affidato al maestro Marco Fedalto, segue sia il plot del racconto proposto dalla serie - che si snoda come dicevamo tra India, Italia e buona parte dell’Europa - che le sonorità del periodo. «L’ambientazione - chiosa Fedalto - è quella del 1929; proprio dalle sonorità in voga in quel tempo è stato tratto spunto per la composizione». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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