Generazione Decibel, al Lio il battesimo del progetto GdB underground

Attorno alla metà dello scorso decennio, nel contesto di un ampio settimanale in edicola col GdB e principalmente dedicato al tempo libero, la collega Ilaria Rossi e chi firma queste righe decisero di «spingere» affinché nascesse Generazione Decibel.
Una pagina dedicata alla musica. Ma non a quella italiana o internazionale. Alla musica bresciana. Ai suoi luoghi, ai suoi protagonisti. A chi faceva dello scrivere, registrare e suonare canzoni dal vivo un qualcosa di mezzo tra passione e ragione di vita.
Al Lio
Non solo, c’era spazio anche per promoter, locali, proprietari di piccole etichette, organizzatori di serate e Festival. Non è un caso che l’11 gennaio 2014 la serata che in qualche modo inaugurava questo progetto venne organizzata proprio al Lio, che oggi sta per chiudere i battenti. Non esisteva, all’epoca, un locale «di per sé» più meritevole dell’altro. Ma il Lio era comunque qualcosa di diverso. Un simbolo.
Suonarono Marydolls, Dead Candies, Needlework. Si esibì Davide Fabbian. A Marco Obertini il compito del dj set. Erano anni – quelli, ma anche e soprattutto i precedenti – in cui la nostra provincia era un vulcano di idee. Piovevano dischi e demo. Esisteva, infine, la cosa più importante per definire una scena: il pubblico. Numeroso, partecipe. «Erano altri tempi» suona vecchio. Ma erano davvero altri tempi. Senza farne un peana, certi valori dell’epoca – oggi – sarebbero comunque d’ispirazione.
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