Con Gary Clark e Kingfish il blues non tramonta
Blues di rango fino a notte fonda, ieri al Vittoriale, per oltre 1.400 spettatori. Sono stati due set in uno, considerato che Christone «Kingfish» Ingram, 25enne cantante-chitarrista del Mississippi (già un Grammy nella sua bacheca), non si è limitato a fare da opener a Gary Clark Jr., rendendosi protagonista di un live prossimo all’ora di durata. Una performance non muscolare, la sua; raffinata, invece, e ricca di sfumature r&b e funky, ad arricchire un solido blues del Delta: un sound pulito e moderno, che non disdegnava richiami agli anni ‘70, ovviamente non inedito (difficile inventare qualcosa di nuovo, nella musica del diavolo), ma ben restituito dal musicista afroamericano e dalla sua band, che hanno attraversato territori noti con standard di settore e pezzi della casa (da «Midnight Heat» a «Mississippi Night»), talvolta composti in collaborazione con mostri sacri del genere (come «Fresh Out», scritta con Buddy Guy).
Dopo la lunga pausa per un laborioso cambio set – vista la strumentazione imponente di Clark & company, nove musicisti in tutto – era la volta dell’allampanato bluesman texano, 40 anni, 6 album pubblicati e ben 4 Grammy conquistati in carriera. Nel 2019, sempre a Gardone Riviera, sulla scia dell’album «This Land», aveva sfoderato una prestazione da fuoriclasse delle distorsioni, ma aggiungendovi elementi d’autore, perfino oltre i canoni del genere, a partire da testi che mescolavano con intelligenza il discorso pubblico sul razzismo con quello privato relativo alla solitudine e allo struggimento amoroso.
Alla base del concerto di ieri c’erano invece soprattutto le tracce dell’ultimo lavoro, «Jpeg Raw» (da «Maktub” ad «Habits», a «Triumph»), che porta in dote un sound ancora più sfaccettato, crossover e contemporaneo. Con una chitarra e una voce che sanno farsi pure rock, western, jazz, r&b e funky (rimandi espliciti a Marvin Gaye e Stevie Wonder, come in «What About the Children») o chiedere agli altri strumenti aperture hip-hop. Blues postmoderno, secondo qualcuno; per certo, non uniformemente “caldo”, ma sempre tecnicamente pregevolissimo.
Finale congiunto con Kingfish, annunciato sulle note di «Palace of the King» e «Whole Lotta Lovin’», mentre già andiamo in stampa. Blues Forever!
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Buongiorno Brescia
La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.



























