I Fontamar Consort con il nuovo album al Grande: Fresu ospite d’onore
Ci sono storie d’amore eterne, due metà che quando si incontrano producono qualcosa di magico e prezioso. È un po’ così la felice unione tra canzone francese e jazz di «Ramour», mondi che convivono alla perfezione, come la coppia di artisti Jean Fontamar (nome d’arte dell’ex direttore del Teatro Delle Ali di Breno, Cyrille Doublet) e la compagna sul palco e nella vita Laurianne Langevin, che ieri sera hanno presentato in prima assoluta al Teatro Grande il loro nuovo album, pubblicato a fine gennaio per Tuk Voice.
Dopo essersi confrontato con i classici intramontabili dell’usignolo francese nel precedente disco «Paris-Piaf», il duo di origini parigine in «Ramour» dà vita a un repertorio di emozionanti canzoni d’amore, firmate stavolta Fontamar Consort; un ensemble all’incrocio di tante realtà, tra musica improvvisata e parola scritta, gusto francese, melodicità italiana e ricerca sonora, le sponde del Mediterraneo e le montagne bresciane.
I brani
Nei suoi brani, il Consort esplora con raffinatezza, fascino ed eleganza le innumerevoli forme dell’amore, trasportato dalla voce soave e ricca di sfumature della Langevin, dalle atmosfere fumose di «Perdue» all’amabilità eterea di «En somme», dal velluto impetuoso di «Ravage» allo spirito fatato e nostalgico di «Carillon», dalla dolcezza scanzonata e leggermente malinconica di «Honfleur» al sapore ultraterreno e dal gusto antico di «Le Ministère», dal brio provocante di «Monsieur» alla tenera grazia di «Le Faon», fino a culminare nello struggimento cinematografico di «La Mer».

Ospiti e collaboratori
Il sassofono di Roberto Gagliardi offre passaggi estrosi e free, Valerio Daniele dà sostanza ai brani con le tinte elettroniche della chitarra, Vito De Lorenzi stende un tappetto ritmico sobrio e di classe, e Marco Bardoscia al contrabbasso accende i brani di colori vivacissimi. Il pianista – raconteur Fontamar sa prendere per mano il pubblico, come se il concerto fosse una storia da narrare. Il tocco finale lo dà l’ospite d’onore, Paolo Fresu, che quando compare aggiunge alla tavolozza del Consort l’inconfondibile lirismo delicato della sua tromba. E tutto diventa poesia.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.


















