Musica

Facendo «finta di niente» Ettore e Marco Giuradei tornano a suonare insieme

Con il nuovo singolo e un concerto a Milano i fratelli rilanciano la loro carriera, aggiungendo un tocco fresco e contemporaneo al loro storico album «La Repubblica del Sole»
Enrico Danesi
Marco ed Ettore Giuradei
Marco ed Ettore Giuradei

Un nuovo singolo che impreziosisce la ristampa in vinile del loro terzo album e domenica sera un concerto all’Arci Bellezza di Milano: la reunion artistica dei fratelli franciacortini Ettore e Marco Giuradei (il primo autore di testi e musica, il secondo polistrumentista e arrangiatore) ha il sapore di una vera ripartenza. Il brano scritto appositamente, «Finta di niente», conta sul contributo creativo del poliedrico jazzista napoletano Daniele Sepe e ben si raccorda con lo spirito originale di «La Repubblica del Sole», aggiungendo un tocco più maturo e contemporaneo al disco del 2010, al quale i due vogliono offrire «una seconda vita, perché è stato un album importante, anche se non troppo fortunato».

Ettore e Marco hanno collaborato spesso nel corso degli anni e sono stati insieme anche nel supergruppo Dunk (con Luca Ferrari dei Verdena, Carmelo Pipitone di Marta sui Tubi e Riccardo Tesio dei Marlene Kuntz), ma poi c’è stato un periodo di distanza, colmato d’un colpo solo «quando ci siamo ritrovato per un ricordo del nostro papà – ci racconta Ettore – e abbiamo deciso di fare un concertino in duo, che poi abbiamo considerato come momento simbolico della ripartenza».

Nel 2010, quali erano le aspettative?

Marco – Di diventare famosi, di svoltare. La svolta c’è stata, ma più contenuta di quella che sognavamo. Da lì in poi abbiamo però cominciato a suonare tanto… e quando hai vent’anni o poco più la fatica (che pure è tanta) la superi di slancio… É tutto una festa, anche se ti esibisci a rimborso spese. E poi abbiamo costruito una fan base importante e affezionata. Però fare musica o arte richiede notevoli investimenti psicofisici e scelte precise, mentre noi siamo andati in altre direzioni. Adesso, ad ogni modo, c’è entusiasmo per questa nuova avventura.

Come prende vita «Finta di niente»?

Ettore – Nasce dal contrasto tra immagine e immaginario, muovendosi in uno spazio abitato da presenze che sembrano vive ma non lo sono del tutto. Attraverso il linguaggio che ci appartiene, esprime smarrimento rispetto alla condizione dell’uomo e al suo stare nella società, ed esplicita il tentativo di ritrovare uno sguardo più autentico. In tutto ciò, Daniele Sepe arriva come la ciliegina sulla torta: lo seguiamo da anni, e negli ultimi tempi con lui ho anche sviluppato una piccola amicizia. Gli abbiamo chiesto di aiutarci a riaccendere i riflettori sul nostro lavoro con un contributo di sax e ne abbiamo ricevuto uno, bellissimo, di flauto traverso…

La scelta di Milano per riavviare il motore è l’omaggio a una fan base sparsa nel Nord Italia?

Marco – È un modo per dare risalto al nostro ritorno, in un locale di meritata fama. Suoneremo in trio: con noi alla batteria ci sarà Alessandro Pedretti, esattamente come nel disco originale, e in scaletta altri brani di Ettore e dei Dunk. È nuovo inizio, a cui vorremmo dare continuità nei festival estivi di tutta Italia e anche a Brescia.

La scena musicale bresciana è vitale?

Ettore e Marco – L’evento in ricordo di Jean-Luc Stote, che ha riunito tanti musicisti, ci ha fatto capire come questa scena esista e resista. Non ci sono più locali come la Latteria Molloy, purtroppo, ma altri crescono, come il Magazzino 47 o il Der Mast. E poi apprezziamo l’investimento sui giovani che sta facendo Alberto Belgesto, allargando gli orizzonti della Festa della Musica: davvero un bel lavoro, il suo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

News in 5 minuti

Cosa è successo oggi? A metà pomeriggio facciamo il punto, tra cronaca e novità del giorno.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Il libro «L'intelligenza artificiale di Pinocchio» in edicola con il GdBIl libro «L'intelligenza artificiale di Pinocchio» in edicola con il GdB

Una riflessione su apprendimento, chatbot e autonomia del pensiero nell’era digitale

SCOPRI DI PIÙ
«Sfaticati»: il lavoro visto dalla GenZ, in edicola con il GdB«Sfaticati»: il lavoro visto dalla GenZ, in edicola con il GdB

Un libro che riflette sulla voglia di lavorare dei giovani, oltre stereotipi e luoghi comuni

SCOPRI DI PIÙ
SponsorizzatoDa Canella Moto, lo stile scende in strada con l’abbigliamento casualDa Canella Moto, lo stile scende in strada con l’abbigliamento casual

Il negozio specializzato implementa l’assortimento di un settore in forte crescita, che unisce protezione e design tra influenze urbane e richiami vintage