Daniela Reboldi premiata nel nome di Maria Callas a Roma e New York

Dimenticate lo stereotipo della pianista altera e distaccata: nella bresciana Daniela Reboldi convivono la serietà per il lavoro e una solarità contagiosa, l’amore per lo studio e la praticità. Quello che non ha un contraltare è la passione per l’arte, in particolare la musica.
Un’abnegazione che le ha dato una grande soddisfazione: il «Maria Callas Tribute Prize New York 2026» che «Melos International», con Columbus Citizens Foundation, conferisce a donne impegnate nella musica e nell’arte. L’annuncio a Roma, nella Sala Matteotti della Camera dei Deputati; le premiate italiane ora voleranno a New York dove incontreranno le altre provenienti da Nord e Sud America (tra gli altri l’artista Marina Abramovic e la scrittrice Isabel Allende) e parteciperanno alle cerimonie ufficiali collegate. Per la pianista bresciana la prima sarà un concerto di beneficenza, venerdì, al Terence Cardinal Cooke health care center, dove nacque Maria Callas, sulla Fifth Avenue a Manhattan; la cerimonia di conferimento sarà ospitata dall’Istituto italiano di cultura a Park Ave sabato.
Daniela per lei, immagino, una grande soddisfazione?
Un’emozione, un grande onore e una grandissima felicità perché Maria Callas è stata un’artista che ha fatto della tecnica e della precisione la sua cifra, ma ha saputo andare oltre portando sul palco anche le sue fragilità facendole diventare verità scenica. Questo ci insegna che non dobbiamo essere perfette, ma vere. Un messaggio potente.
Come nasce la sua passione per la musica?
Iniziai a prendere lezioni di piano prima di imparare a leggere. Non c’è una tradizione musicale in famiglia, ma mio padre rimase folgorato da un’esibizione di Daniela Piovani in municipio a Castegnato. Da lì partì tutto. A 10 anni sono entrata in Conservatorio, su 82 entrammo in 5; poi a 13 anni mi sono spostata a Bergamo per seguire il mio maestro e lì mi sono laureata 10 anni dopo. In seguito mi sono laureata in Scienze giuridiche e ho continuato lo studio della musica, anche con Alexander Lonquich, e ho fatto tanto teatro accompagnando, per esempio, «Il Grigio» di Giorgio Gaber. Tutto questo fino a quando mi sono fermata per fare la mamma.
Quanti figli ha?
Quattro, tra i 19 e i 9 anni. Sentivo l’esigenza della maternità e quando si mette su famiglia è difficile gestire il concertismo. Quindi ho continuato a studiare e a insegnare, professione che mi piace moltissimo perché gli alunni mi danno molto. È uno scambio reciproco.
La svolta quando arriva?
Durante il Covid qualcosa si è mosso: ho capito che dovevo ricominciare a suonare e mi sono rimessa sulla piazza. Il caso, la fortuna o il destino mi hanno offerto occasioni straordinarie a partire da un evento al Museo diocesano, «Equilibristi» di Cinzia Bevilacqua, nel 2023. Cinzia mi ha dato lo sprint e da lì sono arrivati gli inviti a suonare al premio letterario «La Tore» all’Isola d’Elba e al «Premio Strega» con la grande emozione di esibirmi in piazza a Marciana Marina in onore della vincitrice Donatella Di Pietrantonio. Tra marzo e settembre 2025, poi, l’evento giubilare a Palazzo Maffei Marescotti a Roma durante l’esposizione di Bevilacqua e Fedele. A novembre scorso, infine, è arrivato il 40esimo premio «Fontane di Roma» e la menzione speciale in memoria di Beppe Vessicchio al «Sanremo music awards».
Tre anni intensi dopo uno stop. Come si ricomincia?
Sono convinta che la vita di una donna sia fatta di fasi: non bisogna mai perdere i contatti con la «vecchia vita» e crederci sempre. Io sono un’inguaribile ottimista.
Tornando al premio come glielo hanno comunicato?
Mi hanno segnalata: prima è arrivata una chiamata dalla mia agenzia, mentre per caso - e turismo - ero già a Roma: mi hanno chiesto di presentarmi ad un colloquio da lì a 10 minuti e mi sono presentata in scarpe da ginnastica. Qualche settimana fa poi ho ricevuto la notizia: subito ho cominciato a farfugliare e per qualche giorno continuavo a chiedermi se fosse successo veramente.
E dopo New York cosa farà?
Ho tanti progetti, alcuni in fase avanzata. Il mio sogno è avvicinare alla cultura. Dobbiamo vivere di bellezza che è nutrimento dell’anima. Poi ho in programma concerti a Roma e Spoleto e presto usciranno alcune mie registrazioni di Satie.
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