Michela Murgia, l’autobiografia postuma a Librixia con Lella Costa

Lella Costa e Marcello Fois alla fiera del libro di Brescia hanno raccontato «Ricordatemi come vi pare – In memoria di me», il racconto di vita di Murgia raccolto da Michele Cottafavi
Paola Gregorio
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Lella Costa:"Murgia visionaria e coraggiosa"

La scrittrice Michela Murgia, scomparsa nell’agosto del 2023, alla vigilia della morte per tumore si è raccontata a Michele Cottafavi, suo editor e amico.

Le registrazioni di quell’ultima estate sono diventate l’autobiografia postuma, curata da Cottafavi, «Ricordatemi come vi pare – In memoria di me», e raccontata a Librixia dallo scrittore Marcello Fois, amico fraterno della Murgia, e dall’attrice Lella Costa che l’ha conosciuta bene. Il femminismo, la fede, la letteratura ma soprattutto le dieci vite che la Murgia ha vissuto con incantata sfacciataggine, senza paura, correndo scalza, bruciando tappe. Più quattro racconti ritrovati e altri testi che l’autrice ha indicato tra un ricordo e l’altro.

Un vademecum murgiano

Lella Costa e Marcello Fois a Librixia
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Lella Costa e Marcello Fois a Librixia

«Michela è come una città in cui bisogna orientarsi. E questo libro è un vademecum per farlo», ha detto Fois. Nelle prime trenta pagine, gli ha fatto eco Costa, «c’è tutta Michela. Non ha mai perso l’ironia anche negli ultimi mesi della sua vita. Nell’autobiografia c’è il desiderio di mantenere vivo il divertimento». Fois pensa di essere l’ultima persona ad averla vista in vita: «Sino all’ultimo secondo non ha mai avuto paura – racconta –. È difficile vedere in opera una coerenza così estrema». Nelle pagine affiora un arcipelago di dettagli intimi: innamoramenti e parentele queer, matriarche oristanesi che sgranano rosari di cinque colori per salvare ogni continente, madonne con la parrucca, uomini violenti e maestri sognanti, lezioni di lingua sarda e cultura coreana, di esegesi biblica e di scrittura magica, di politica attiva e di militanza culturale. «Questo libro te lo porti appresso come una guida turistica», dice la Costa. Nella cosmografia di Murgia c’è l’idea della queer family. «Io l’ho vissuta, essendone un componente anche involontario, ed era di grande rigidità morale. Michela non ha mai rinunciato alla sua famiglia vera. Ma la queer family è un luogo affettivo che ti sei scelto».

Franca e visionaria, antifascista e immune dai compromessi, Murgia, ragazza di provincia addestrata a leggere il Vangelo e ad accontentarsi di sopravvivere, si è messa in testa di cambiare il mondo, affidandosi a un’irriducibile aspirazione alla felicità. «Michela era molto religiosa e scandalosamente etica, non aveva paura di essere fraintesa», ricorda ancora Fois. «Avrebbe ancora potuto darci interpretazioni non scontate», conferma Costa. Di Murgia a Fois manca l’idea «che si può essere cittadini con leggerezza». E la telefonata del mattino.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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