Cultura

Mastrobuoni: «La Germania non ha anticorpi contro la peste della destra»

Stefano Vastano
La corrispondente da Berlino per «La Repubblica» racconta come la fitta galassia estremista stia cambiando politica e costumi dei tedeschi
Tonia Mastrobuoni
Tonia Mastrobuoni
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Un virus sta infettando istituzioni e società tedesca: quello di Alternative für Deutschland (AfD) e dei movimenti d’estrema destra. Nel suo libro, non a caso intitolato «La peste» (Feltrinelli, 256 pp., 19 euro) Tonia Mastrobuoni racconta come la fitta galassia estremista stia cambiando politica e costumi dei tedeschi. Ne parliamo con l’autrice, corrispondente da Berlino per «La Repubblica».

Mastrobuoni, per raccontare la ‘peste’ dell’estrema destra nella Germania di oggi, parte dagli anni ’50, dal silenzio in cui le famiglie tedesche si erano rinchiuse nel dopoguerra…

Sì, perché il ‘buco nella memoria’ nella generazione del dopoguerra è stato un problema nella elaborazione del passato nazista. Ricostruire i motivi per cui un intero popolo è stato stregato da un grottesco mago-criminale come Hitler non è stato facile neanche in Germania.

A differenza dal modo in cui noi italiani ci siamo relazionati al Ventennio fascista, relativizzandone gli orrori, in Germania i conti con i 12 anni del nazismo sono stati fatti…

Sicuramente in Germania ovest i conti con il passato nazista sono stati fatti più che in Italia. Ma la ‘denazificazione’ in Germania è stata anche lenta e blanda, se pensiamo ai nazisti reclutati negli uffici pubblici. Ancora negli anni ’80 suscitò scandalo in Germania che il presidente della Repubblica Richard von Weizsäcker parlasse dell’8 maggio come «un giorno della liberazione».

Una manifestazione anti migranti in Germania
Una manifestazione anti migranti in Germania

Ma è possibile che nella Germania del XXI secolo torni al potere un’ideologia razzista, antisemita, antidemocratica?

Secondo me, sì. Certo, la Germania è una delle democrazie più solide in Europa. Il Parlamento è sacro in Germania e con i partiti popolari più antichi al mondo, come la Spd. Tuttavia il cordone sanitario che protegge le istituzioni dal virus dell’estrema destra ha oggi varie crepe. Temo che l’anno prossimo ad esempio in Sassonia-Anhalt il nuovo premier regionale sarà un politico della Afd. E dopo questi successi come reagirà la Cdu di Friedrich Merz?

L’eclatante successo di Afd si deve anche alla politica migratoria della ex cancelliera Merkel, all’accoglienza in Germania di profughi siriani e afgani?

Gli estremisti di Afd sono riusciti a cavalcare in senso propagandistico la politica di accoglienza di Merkel, che in parte è anche riuscita. È dal 2015 in poi che monta in Germania una paranoia collettiva contro i profughi, e questo ha di sicuro alimentato i successi della nuova destra.

Alle recenti elezioni in Turingia, Brandeburgo e Sassonia, Afd ha raggiunto anche il 30 %. Perché proprio nei cinque Länder dell’est questa radicalizzazione della ‘peste’?

Dopo il crollo del Muro, c’è stata all’est un’emigrazione di massa verso l’ovest. L’austerity ha fatto sparire scuole ed ospedali all’est, dove gli abitanti si sentono «tedeschi di seconda classe». E da quando sono arrivati i profughi, accolti a braccia aperte da Merkel, si sentono traditi. Su queste frustrazioni ha fatto presa la propaganda della nuova destra.

Alice Weidel, copresidente di AfD - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Alice Weidel, copresidente di AfD - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Prima ancora di essere eletto cancelliere, a fine gennaio, Friedrich Merz ha cercato i voti di Afd per una legge più restrittiva sui migranti. Cosa significa questo per la Cdu di Merz?

Per anni Merkel ha cannibalizzato le idee della Spd, spostando la Cdu al centro e alzando un muro altissimo contro Afd. Merz invece ha iniziato a scimmiottare Afd, copiandone i temi e dimostrando così di non essere in grado di arginare la peste della galassia nera.

Nel libro descrive comunità mistiche e ultra-nazionaliste, anche villaggi ‘ecologisti’ di neonazi. Il loro progetto è l’avvento del Quarto Reich, una Germania omogena, senza stranieri, antimoderna e anti-democratica…

Si tratta di comunità mistiche, che rifiutano la modernità, i partiti e la democrazia, ma anche la medicina allopatica perché ‘ebrea’. L’estrema destra è oggi una fitta ragnatela interconnessa, i suoi teorici, le case editrici e i mistici d’ultradestra sono connessi fra loro, e questo incrementa la loro forza e la capacità di infettare il paese.

Nel movimento e nelle riviste d’estrema destra colpisce un certo mimetismo: i neonazi oggi parlano di «etno-pluralismo», rubano a Gramsci la categoria di «egemonia culturale», si rifanno a Toni Negri…

I nazisti occultavano il genocidio degli ebrei sotto la formula di «soluzione finale», ed oggi l’estrema destra in tutta Europa parla di «remigrazione», ma intende le deportazioni di massa. Gli ideologi della nuova destra copiano l’azionismo dei sessantottini, anche a destra hanno capito che le provocazioni funzionano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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