Marlene Kuntz sabato in Presena: «Suoniamo nel ghiaccio che svanirà»

Doppi Marlene Kuntz dopodomani, sabato, in Presena. Sul palco ghiacciato della ParadIce Arena approda infatti la carismatica rock band piemontese (formata da Cristiano Godano, Riccardo Tesio, Luca Saporiti, Davide Arneodo e Sergio Carnevale), che si esibirà in un doppio set (alle 16 e alle 18; biglietti a 25 euro). ParadIce Arena è un teatro-igloo con capienza di 200 posti, situato tra le distese di neve del ghiacciaio Presena, a quota 2600 metri, raggiungibile con la cabinovia dal Passo del Tonale (il biglietto a/r costa 10 euro).
Da gennaio a fine marzo sono parecchie le iniziative musicali, ma anche culinarie, che vi trovano ospitalità. Per parlare di quello che, indubbiamente, è l’appuntamento più prestigioso dell’anno (insieme al doppio live che, sabato 18 febbraio, vedrà protagonista Irene Grandi), abbiamo sentito il bassista dei Marlene, Luca «Lagash» Saporiti.
Lagash: la location è insolita, ma si incastra perfettamente con i temi affrontati nel vostro ultimo lavoro discografico, «Karma Clima», incentrato sulle conseguenze del cambiamento climatico, a livello ambientale e sociale...
È così. Io, in particolare, in passato ho fatto anche dei laboratori dentro l’igloo. Ma, più in generale, devo dire che la tematica affrontata con l’album ci sta portando a conoscere posti speciali lungo tutta la Penisola, che poi era uno degli obbiettivi che ci siamo posti all’inizio dell’avventura. Il Presena è davvero un luogo simbolo: è uno dei ghiacciai a più forte rischio d’estinzione, per il quale la comunità scientifica ha parlato di effetto domino irreversibile. Per noi poter fare una performance lassù, oltretutto suonando strumenti di ghiaccio, è stimolante, coerente con il percorso e decisamente interessante.
Quali altre location vi sono rimaste nel cuore?
Il concerto alla Domus Aurea di Roma (la casa di Nerone, ndr), a ottobre, è stato singolare, perché siamo stati invitati a una sonorizzazione in un contesto «vergine»: nessuno ci aveva mai suonato prima. E poi Pejo 3000, ancora più in alto che in Presena; ma era d’estate, con temperature diverse: qui la sfida è più ardua.
«Karma Clima», sul piano testuale, non è certo facile, sebbene le sonorità ipnotiche che lo caratterizzano abbiano effetti avvolgenti. Che accoglienza avete riscontrato nei live?
Ottime risposte, sia a livello di ascolti del disco, che nei live. E se consideriamo che la gente ci segue anche in situazioni di accesso non immediato, abbiamo una conferma in più della bontà del percorso.
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