«La poesia è colloquio. Senza qualcuno che la legga nella sua profondità, la poesia non esiste» e il Premio PontedilegnoPoesia è occasione d’incontro e di dialogo, nella sottolineatura del vincitore assoluto di questa tredicesima edizione, Alberto Bertoni, ieri al momento della consegna nella Sala municipale del centro camuno. Con «L’isola dei topi», raccolta edita da Giulio Einaudi, l’autore propone «uno sguardo sulla realtà da parte di un io consapevole delle proprie responsabilità civili di fronte a un mondo ambiguo e in disfacimento - dice la motivazione della scelta, da parte della giuria presieduta da Vincenzo Guarracino -. L’autore si rivolge all’esterno attraversando la propria esperienza individuale con un linguaggio ricco di riferimenti culturali. Dietro ogni verso si apre un sottosuolo, dove tutto è corroso e scivoloso. Ma ogni cosa ha il suo finale e ci lascia vivi al mondo».
Il ricorso all’immaginario di una «metamorfosi dell’umano nel topesco» per parlare del nostro mondo in crisi ha avuto anche l’apprezzamento del pubblico, che ha decretato con i suoi voti un ulteriore riconoscimento per Bertoni, in sintonia con i giurati. «Ogni cosa è in prestito» è dichiarazione di poetica e filosofia di vita, già espressa nel titolo del libro (pubblicato da La nave di Teseo) del secondo classificato: Renato Minore. Seguono ex aequo «Amore manifesto» di Ennio Cavalli e «Fioriture invernali» di Luca Campana, a compimento della manifestazione che tra 64 libri pervenuti aveva selezionato anche «Dialogo con Teresa» di Maria Rita Bozzetti e «L’educazione» del bresciano Raffaele Castelli Cornacchia.



