Cultura

Galzerano: «Racconto chi non si è rassegnato alla brutture del mondo»

Enrico Danesi
Tra scrittura e musica, Angel Luis Galzerano, cantautore uruguayano che vive in Franciacorta, ha pubblicato il suo libro «Es lo mismo?»
Lo scrittore e musicista Angel Luis Galzerano - Foto di Greta Tosoni
Lo scrittore e musicista Angel Luis Galzerano - Foto di Greta Tosoni
AA

Davvero è irrilevante l’affannarsi dell’uomo rispetto all’andamento del mondo? La domanda è di quelle che da sempre appassionano filosofi e poeti (e non solo loro...), e che ha per lungo tempo abitato la mente di Angel Luis Galzerano: il libro di racconti che il musicista, cantautore e scrittore uruguayano (di origini italiane, da anni residente in Franciacorta) ha pubblicato, «Es lo mismo?» (Gilgamesh Edizioni, pp. 144, euro 15), ne è la singolare risposta.

Forte e chiara, considerato che ciascuno dei personaggi presi in considerazione, pur molto diversi tra loro, ha dimostrato, attraverso il proprio agire, di non arrendersi all’idea del “tanto è uguale”. Abbiamo parlato con l ’autore.

Galzerano, dei suoi nuovi racconti, dice nella prefazione: «Sono storie vere che mi sono rimaste addosso e, soprattutto, mi hanno portato a riflettere». Qual è il cuore della narrazione?

Stavo passeggiando per Milano e mi sono ritrovato davanti a un murale raffigurante «Il pensatore» di Rodin (la scultura di Auguste Rodin, simbolo della meditazione filosofica, ndr) con sotto la scritta «Es lo mismo», ovvero «tanto è lo stesso». Ho subito pensato che un umorismo così acido e fatalista non poteva che essere espressione di un uruguayano o di un argentino. Se ti fermi a guardare tutte le cose brutte che accadono senza che vi si ponga rimedio, è in effetti una reazione umana... A me, però, è venuta voglia di andare in direzione opposta, cercando personaggi che, con la loro vita e le loro azioni, facendo uso di un pensiero critico e non omologato, hanno dimostrato il contrario, non rassegnandosi all’apatia del «tanto è uguale».

A quali figure si riferisce?

Ne ho scelte alcune che mi hanno folgorato in tempi più o meno recenti. Accanto a personaggi che non hanno bisogno di presentazioni (Papa Francesco, Charles Darwin) o comunque noti (i musicisti Erik Satie, Victor Jara e Sixto Rodriguez, come pure il fumettista Quino, creatore di Mafalda) ne ho raccontati altri meno conosciuti, ma non per questo meno affascinanti.

Il libro dell'autore è intitolato «Es lo mismo?»
Il libro dell'autore è intitolato «Es lo mismo?»

Gente come Thomas Sankara, che molti considerano il Che Guevara africano, un sognatore convinto che il potere non dovesse servire pochi ma tutti, e che nel suo breve periodo da presidente diede al suo paese il nome di Burkina Faso, che significa «patria degli uomini integri». Oppure il linguista russo Yuri Knozorov, pioniere nello studio della lingua dei Maya; la guerrigliera argentina Tania o il giovane inventore istriano-olandese Boyan Slat, che ha brevettato un sistema per eliminare la plastica dagli oceani. E altri ancora… tutta gente che non si è rassegnata.

Ci ha preso gusto con i libri, visto che è alla sesta raccolta di racconti. E la musica?

In questo caso, la forma del racconto mi ha permesso di prescindere da un tempo che corre troppo veloce e che vorrebbe rendere tutto uguale e senza memoria, realizzando un piccolo atto di resistenza. Ma resto un musicista, tanto che a ciascuno dei capitoli di «Es lo mismo» ho abbinato un QR code, che collega a brani musicali che ne sono un po’ la colonna sonora. Pezzi che suono dal vivo quando presento il libro (di recente a Roma e anche in città, ndr), facendo conoscere la mia musica in spazi normalmente destinati ad altro.

Lei ha origini italiane, e vive in Italia da oltre trent’anni. A livello musicale, è più vicino alle sue origini o alla sua residenza?

L’imprinting e l’essenza restano uruguayani e, più ampiamente, latino-americani, in ossequio a un percorso di progressiva conoscenza dei ritmi e delle forme musicali del Sudamerica. Ma ultimamente sono affascinato anche dalle sonorità mediterranee.

A proposito di essenza: qual è la peculiarità degli uruguayani nel vasto e multiforme universo latinoamericano?

Siamo i più europei di tutti, anche perché l’Uruguay non ha una popolazione autoctona. Abbiamo tanto in comune con gli argentini, a partire dal tango, ma siamo più discreti (qualcuno direbbe grigi). E malinconici, forse perché rivolgiamo sempre lo sguardo all’altra sponda dell’oceano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...