Laura Picchio Lechi ricostruisce la storia bresciana dello «Sposalizio della Vergine»

Nel libro della storica dell'arte si raccontano le polemiche e il collezionismo dietro al dipinto di Raffaello che arrivò in città nel 1798
Giovanna Capretti

Giovanna Capretti

Vicecaposervizio

Laura Picchio Lechi, storica dell'arte e archivista - Foto  © www.giornaledibrescia.it
Laura Picchio Lechi, storica dell'arte e archivista - Foto © www.giornaledibrescia.it

Un’opera celeberrima, lo Sposalizio della Vergine di Raffaello; un contesto storico complesso come le campagne napoleoniche in Italia; un protagonista, il generale Giuseppe Lechi, nobile bresciano rivoluzionario; e una vicenda controversa come la donazione del dipinto dalla popolazione di Città di Castello proprio al generale Lechi, «liberatore» dal giogo pontificio, il 29 gennaio 1798, esattamente 225 anni fa.

Ruota attorno a tutto questo la ricerca di Laura Picchio Lechi, storica dell’arte e archivista bresciana, ora confluita nel volume «Lo Sposalizio della Vergine di Raffaello. Tra fortuna critica e documenti inediti» (Olschki, 152 pagine, 35 euro).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Il tuo quotidiano, con tablet inclusoIl tuo quotidiano, con tablet incluso

Direttamente a casa tua, per tutta la famiglia a soli 0,90€ al giorno

SCOPRI DI PIÙ
«Sfaticati»: il lavoro visto dalla GenZ, in edicola con il GdB«Sfaticati»: il lavoro visto dalla GenZ, in edicola con il GdB

Un libro che riflette sulla voglia di lavorare dei giovani, oltre stereotipi e luoghi comuni

SCOPRI DI PIÙ