Un’opera celeberrima, lo Sposalizio della Vergine di Raffaello; un contesto storico complesso come le campagne napoleoniche in Italia; un protagonista, il generale Giuseppe Lechi, nobile bresciano rivoluzionario; e una vicenda controversa come la donazione del dipinto dalla popolazione di Città di Castello proprio al generale Lechi, «liberatore» dal giogo pontificio, il 29 gennaio 1798, esattamente 225 anni fa.
Ruota attorno a tutto questo la ricerca di Laura Picchio Lechi, storica dell’arte e archivista bresciana, ora confluita nel volume «Lo Sposalizio della Vergine di Raffaello. Tra fortuna critica e documenti inediti» (Olschki, 152 pagine, 35 euro).




